Apple, nelle pubblicità iPhone e iPad segnano sempre le 9:41



Perché i dispositivi Apple, nelle slide utilizzate nel corso dei keynote e nelle immagini promozionali, segnano sempre lo stesso orario? I fanatici dell’azienda di Cupertino sanno da tempo perché l’orologio digitale è sempre fermo sulle 9:41 del mattino. Ma ogni volta che viene presentato un nuovo device – come nel caso dell’ultimo iPad Air – questa storia rispunta sul web, a beneficio di chi ancora la ignora. Ecco, dunque, il “segreto”, svelato nel 2010 dall’allora vicepresidente della sezione software per iPhone Scott Forstall: fin dal 2007, anno di lancio del primo melafonino, le presentazioni Apple iniziano alle 9 in punto del mattino. Proprio sette anni fa, quando Steve Jobs stupì il mondo con tre parole, “One more thing”, l’iPhone è stato svelato dopo circa 40 minuti dall’inizio dell’evento (09:42 per l’esattezza). Apple, così attenta ai dettagli, aveva cronometrato le prove del keynote e aveva fatto il possibile affinché l’ora dei dispositivi sulle slide coincidesse con quella che avevano al polso i giornalisti in sala. Da allora nulla è cambiato. 

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Perché le foglie cambiano colore in autunno?


Gialle, rossastre, caduche, persistenti, sempreverdi…. queste alcune caratteristiche delle foglie, oggetto d’ispirazione di molti poeti ed artisti: Alessandro Manzoni scrive : <<…brillavan le foglie rosseggianti a varie tinte>> , mentre Umberto Saba dice: <<come quella foglia guarda/ sul nudo ramo, che un prodigio ancora/tiene attaccata>>. A cosa si deve quest’esplosione di colori delle foglie d’autunno? Secondo David Lee, che nel 1973 ha studiato il colore delle foglie presso l’Università Internazionale della Florida, il loro è sottrattivo, come i colori dei pastelli sulla carta.

Il giallo-arancio è dovuto ai carotenoidi contenuti nelle cellule delle foglie, i quali restano invisibili sotto il verde della clorofilla sino all’autunno, quando le foglie si stanno avvicinando alla fine del loro ciclo vitale. Solo allora, col diminuire della clorofilla, il giallo-arancione del carotene si rivela. Il colore bronzo delle foglie è dovuto agli antociani (responsabili delle tinte rossastre-blu di molti frutti, tra cui i mirtilli), che coesistono con la clorofilla. Proprio gli antociani, presenti in più elevate concentrazioni, conferiscono alle foglie una tonalità quasi viola. I colori più grigi sono dovuti alla degrazione dei cloroplasti, mentre quando le foglie sono secche, i pigmenti si legano insieme formando la colorazione marrone. Solo limitate regioni della terra hanno la fortuna di avere le condizioni che permettono di ammirare quest’arcobaleno di colori. E’ necessario, in primis, che vi siano un gran numero ed una grande varietà di alberi a foglie decidue, ossia alberi ed arbusti che perdano le foglie prima di una stagione climatica sfavorevole come quella invernale.

Importante è il patrimonio genetico delle diverse specie di produrre i pigmenti che rendono così colorate le foglie. Non necessariamente specie strettamente imparentate si comportano allo stesso modo da questo punto di vista (es. vi sono varietà coltivate di melo, ossia selezionate dall’uomo per la qualità dei frutti, che non presentano il foliage; al contrario delle varietà selvatiche). Poi vi è un altro importante fattore che influisce sulle differenti colorazioni delle foglie: il luminoso e fresco clima invernale; condizioni che ritroviamo soprattutto nell’Emisfero settentrionale. Gran Bretagna ed Europa centro-occidentale, Cina orientale, Corea e parti del Giappone hanno grandi foreste di alberi a foglie decidue ma molti credono che gli spettacoli maggiori della Natura si abbiano negli Stati Uniti orientali e nel Canada Sudorientale. Le basse temperature distruggono la clorofilla e se non gela, promuovono la formazione di antociani. Anche la forte luce solare distrugge la clorofilla, aumentando la produzione di antociani. In caso di tempo asciutto, aumenta la concentrazione di zucchero nella linfa, quindi anche la quantità di antociani. I colori autunnali più brillanti si hanno se a giornate secche e sollate, seguono notti fresche e asciutte.

Ma perché in alcune specie la perdita delle foglie si accompagna alla comparsa di colori autunnali mentre in altre no? Secondo l’ipotesi fotoprotettiva, alcune piante, con l’arrivo dell’autunno, si preparano a recuperare i nutrienti dalle foglie e a smantellare i loro apparati fotosintetici; mentre secondo un’ipotesi alternativa, quella della coevoluzione, il colore accesso del fogliame autunnale, soprattutto le tonalità di rosso, sono interpretate dagli insetti come segnale di pericolo. Alcuni studi hanno dimostrato che gli afidi sono più attratti dalle foglie verdi rispetto alle rosse, per cui, secondo questa teoria, alcune specie vegetali avrebbero evoluto la colorazione rossa autunnale per evitare di essere colonizzate da afidi e altri insetti durante l’inverno. Il distacco delle foglie (abscissione fogliare) vede invece coinvolti principalmente due ormoni: l’auxina e l’etilene, con effetto antagonistico.
Il processo di distacco avviene proprio quando, nella foglia senescente, l’auxina inizia a mancare e l’etilene attiva i geni che codificano per enzimi capaci di attaccare la parete cellulare ma solo nelle cellule della zona di abscissione. Il risultato è il distacco netto della foglia ma in un punto preciso, ossia in corrispondenza di uno o più strati di cellule modificate che costituiscono la zona di abscissione. Per evitare che le ferite generate dal distacco fogliare consentano la penetrazione di microrganismi patogeni, le piante le cicatrizzano con depositi di callosio e lignina, producendo proteine con azione microbica.

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Lo strano caso degli uccelli migratori ‘alcolizzati’


Nella regione di Kemerovo, in Siberia otto uccelli canterini del bosco, i beccofrusone, sono morti per intossicazione alcolica. Altri 60 esemplari dello stesso stormo migratorio si sono ‘ubriacati’ e hanno iniziato a volare a zig-zag esibendosi in manovre innaturali e spericolate.

Nella regione di Kemerovo, in Siberia otto uccelli canterini del bosco, i beccofrusone, sono morti per intossicazione alcolica. Altri 60 esemplari dello stesso stormo migratorio si sono ‘ubriacati’ e hanno iniziato a volare a zig-zag esibendosi in manovre innaturali e spericolate. Causa di questo comportamento singolare sarebbero state le condizioni meteorologiche. A causa del caldo eccessivo le bacche di cui si ciba il beccofrusone, frutti di biancospino e sorbe, fermentano e l’effetto sui volatili è simile in tutto e per tutto a una sbornia. Gli 8 uccelli morti erano tutti esemplari nati quest’estate e avendo una scarsa massa corporea sono andati in coma etilico, come rilevato dall’esame sui resti. Testimoni oculari raccontano che i giovani beccofrusone cadevano a terra con le bacche fermentate ancora nel becco e a nulla sono valsi i tentativi di salvarli. Gli esemplari adulti, pur riuscendo a spiccare il volo, non riuscivano invece ad eseguire il volo in linea retta e molti di loro si sono feriti sbattendo contro alberi ed edifici.

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Il bicarbonato e i suoi vari usi


Il bicarbonato è un prodotto facilmente reperibile in tutti i supermercati, economico e facilmente utilizzabile in molti modi. Ecco quindi un prodotto che non inquina e molto versatile. Il bicarbonato di sodio appartiene alle cosiddette sostanze “tampone”, ossia in grado di stabilizzare attorno a un valore di 8,1 il pH delle soluzioni acide e di quelle fortemente basiche nelle quali è disciolto. Questo ci risulta molto utile nelle nostre varie preparazioni.

Vediamo insieme i possibili impieghi del bicarbonato:

Cattivi odori: Il bicarbonato rappresenta un ottimo assorbi odori, quindi può venire in nostro aiuto per neutralizzare gli odori del frigo, oppure per assorbire gli odori delle scarpiere. Basta metterne un pò in recipiente e lasciarlo o nel frigo o sulla scarpiera, o comunque in qualsiasi luogo che ne necessiti. Se messo sulla pattumiera elimina eventuali cattivi odori ed è utile anche per deodorare le lettiere dei nostri aminali.

Pulizia dei denti: Il bicarbonato può essere utilizzato per la pulizia dei denti, non costantemente perchè è leggermente abrasivo e potrebbe a lungo andare rovinare il dente, ma funziona bene anche come ottimo colluttorio , un cucchiaio in un bicchiere di acqua fate dei gargarismi, neutralizzerà eventuali cattivi odori dalla vostra bocca.

Ravvivare i tappeti: Per ravvivare i tappeti basta cospargere la superficie di bicarbonato e spazzolare in modo da farlo penetrare. A questo punto lasciarlo riposare per una mezz’ora e poi sbattere bene il tappeto.

Pulire verdure e frutta:Sciogliamo un cucchiaio in un recipiente di acqua e immergiamo la nostra frutta o verdura per un 10/15 minuti in modo tale da poterla pulire bene da batteri, ma anche così facendo possiamo eliminare eventuali sostanze che si sono depositate sulla superficie del nostro alimento, come i parassiti. Procedete poi al normale risciacquo.

Argento e Silver:Ottimo lucidante per questi materiali. Basta creare una pastella di acqua e bicarbonato e poi passarlo sulla superficie a questo punto sfregare bene e poi risciacquare e asciugare.

Pulizie della casa:Ottimo aiuto per sanificare i piani di lavoro, per eliminare il calcare, eliminare i cattivi odori dei piatti nella fase di lavaggio, anche in lavastoviglie ne possiamo mettere qualche cucchiaio per l’odore e per il calcare. Ottimo anti-calcare anche per la lavatrice. Basta mettere 1/2 tazza e fare una volta al mese un lavaggio a vuoto. Facendo una pastella con acqua e bicarbonato possiamo utilizzarlo per lavare tutte le superfici, piani di cottura, piani di lavoro, sanitari, docce etc.. Una volta alla settimana possiamo anche versare una tazza di bicarbonato nel WC, questo aiuterà a mantenere più pulita la fossa biologica e limitare i cattivi odori.

Pulizie della persona:Ottimo se sciolto nell’acqua del nostro bagno, lascia la pelle piacevolmente morbida, mentre da sollievo ai nostri piedi con un pediluvio in una giornata particolarmente stancante. Rende più morbidi i nostri capelli capelli se usato saltuariamente insieme al nostro shampoo. Se vogliamo lavare le nostre spazzole da eventuali residui possiamo immergerle in una ciotola contenente un cucchiaio di bicarbonato e lasciare in ammollo. 

Uso in cucina: Nel processo di lievitazione della nostra pasta se aggiungiamo un pizzico di bicarbonato aumentiamo il potere lievitante, la dose è 5g ogni 1/2 kilo di farina.  Per rendere meno acidula la salsa di pomodoro, solitamente può essere impiegato lo zucchero, ecco che anche qui lo possiamo eliminare mettendo pizzico nella salsa in preparazione. Mentre è in fase di cottura. Ricordiamoci che quando aggiungiamo bicarbonato di sodio all’acqua di cottura di verdure e legumi per migliorare il colore o aumentare la tenerezza perdiamo delle vitamine sensibili agli alcali (tiamina e acido ascorbico). 

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TROVATO UN GRANCHIO CON TRE OCCHI E DUE NASI


Ha tre occhi, due nasi e un’antenna… cos’è? È un esemplare unico del granchio Amarinus lacustris, scoperto in Nuova Zelanda e descritto sulla rivista Arthropod Structure&Development.

Il granchio “tri-ciclope” è frutto di un pasticcio genetico; ha alcune caratteristiche di un gemello siamese e un tentativo di rigenerazione (l’antenna al posto di un occhio).

Le stranezze che si verificano in natura sono spesso per gli studiosi un prezioso strumento di ricerca. “Le anomalie naturali ci consentono di vedere cosa è possibile”, spiega Gerhard Scholtz della Università Humboldt di Berlino, responsabile dello studio sullo strano granchio.

Studiare queste bizzarrie “equivale a imparare dagli errori. Le qualcosa va storto, e se ne comprendono i meccanismi, si comprendono anche cause e meccanismi dello sviluppo normale”.

Alcune mutazioni genetiche possono essere fatali, altre invecesi fissano perché rappresentano un vantaggio competitivo, cioè aumentano le possibilità di sopravvivenza della specie.

Ma la genetica non è la sola responsabile di queste creature anomale. Anche il processo di sviluppo può incepparsi, provocando a volte effetti a cascata.

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Idol Rock, il gigantesco monolito di Brimham Moor che sfida le leggi della fisica


La natura ci sorprende con rocce che sembrano quasi cadere, precipitando nel vuoto, sorprendentemente in equilibrio precario tra cielo e terra. Il Regno Unito, ad esempio, è pieno di formazioni rocciose cariche di profonda spiritualità ma qui non siamo in presenza di un centro religioso come Stonehenge e non sono molti i libri che trattano di Brimham Moor, terra degli antenati celtici, dove pietre e magie vanno di pari passo dalla notte dei tempi. Un certo numero di curiose formazioni rocciose, opera di decine di migliaia di anni di erosione, modellate dal vento e dalle intemperie, punteggiano una distesa di 50 ettari di Brimham Moor, nel North Yorkshire, in Inghilterra, assumendo nomi intriganti (Baboon Rock, The Dancing Bear, Duke’s Nose), ma la più impressionante tra tutte, quella che va ben oltre “l’orso ballerino” e “le rocce equilibriste”, tutte protette dal National Trust, è Idol Rock, un monolito pesante ben 200 tonnellate, in equilibrio su una piccola base piramidale. La gigantesca formazione rocciosa, alta circa 30 metri, che sembra costantemente sul punto di crollare, sfida le leggi della fisica, lasciando increduli i numerosi visitatori di Brimham Moor.

Questa attrazione unica è conosciuta anche come“Druids Idol” e alcune tra le numerose foto circolate per anni su Internet, la ritenevano il risultato, perfettamente riuscito, di un ritocco da 110 e lode con Photoshop. In realtà è semplicemente il frutto dell’incommensurabile talento artistico di Madre Natura, che ha reso il luogo tra gli ambienti più strani del Regno Unito. Durante l’epoca vittoriana, si riteneva che le decine di rocce dalle forme più disparate fossero state create dai Druidi mentre, solo nel 20esimo secolo, la gente ha finalmente capito che sono il risultato di 18.000 anni di erosione costante. La struttura è aperta tutto l’anno, di solito dalle 8:00 sino al tramonto. L’ingresso è gratuito, pagando solo il parcheggio dell’auto. Tra passeggiate, escursioni, arrampicate e suggestive foto, c’è spazio anche per un gelato in un chiosco con tavoli da pic-nic che offre uno spettacolo mozzafiato: le incredibili rocce di Brimham, in un habitat naturale raro e prezioso per la flora e la fauna, con muretti a secco che offrono riparo agli animali selvatici, voliere e stagni e i bellissimi colori dei mirtilli che prosperano nelle brughiere.

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I CORVI SON PIU’ INTELLIGENTI DI UN BAMBINO DI 5 ANNI


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In una gara di cervelli, un uccello può battere un bambino? Secondo studi recenti, un giovane corvide è riuscito a risolvere un problema che ha spiazzato bambini di 5 anni.Kitty, una cornacchia della Nuova Caledonia, ha capito che facendo cadere dei sassi in un tubo pieno d’acqua poteva far aumentare il livello in un altro tubo, riuscendo così a beccare un pezzo di carne che vi galleggiava.Per far questo, Kitty deve avere una qualche percezione della relazione causa-effetto. È un po’ come capire che spingendo un interruttore sul muro si accende la luce sul soffitto. Si pensava che solo gli esseri umani fossero in grado di elaborare un pensiero causale, in realtà anche alcuni animali, tra i quali gli scimpanzé e i ratti, dimostrano questa capacità.

Altro che cervello di gallina

Sembra proprio che il cervello degli uccelli non sia poi così diverso da quello dei mammiferi. I corvidi, noti per la capacità di crearsi strumenti a loro utili e di risolvere problemi complessi, sono gli Einstein del mondo dei volatili. Anche gli antichi Greci avevano notato la loro sorprendente intelligenza. In una delle favole di Esopo, un corvo assetato si trova di fronte al dilemma di non riuscire a raggiungere l’acqua sul fondo di un vaso. Capisce, però, che il livello dell’acqua sale quando ci fa cadere dentro dei ciottoli. E così, sasso dopo sasso, arriva a dissetarsi.Sembra proprio che ci sia del vero in questa fiaba. Già qualche mese fa, uno studio sulle cornacchie della Nuova Caledonia descriveva come i corvidi usassero la strategia dei sassi per far emergere da un tubo pieno d’acqua un boccone di carne collegato a un tappo di sughero. Un recente esperimento, finanziato dal National Geographic Society/Waitt Grants Program e pubblicato il 23 luglio dalla rivista PLoS ONE, mostra che i corvidi possono risolvere un problema anche più complesso, capendo che i sassi lasciati cadere in un tubo aumentano il livello dell’acqua in un secondo tubo.Dei sei corvidi che hanno sostenuto il test, solo Kitty, un esemplare preso nel territorio francese della Nuova Caledonia e tenuto brevemente in cattività, lo ha superato. E pensare che non aveva più di otto mesi quando è riuscito in questa prodezza.

Più intelligenti dei bambini?

Il team dei ricercatori ha sottoposto anche un gruppo di 64 bambini tra i 4 e i 10 anni a un test analogo: i più grandi l’hanno superato facilmente, mentre la maggior parte dei bambini di 4 e 5 anni non c’è riuscita, nonostante ripetuti tentativi.A dire il vero, l’apparato sperimentale usato per il test dei corvi e dei bambini era leggermente diverso, perciò non si può sapere se i bambini più piccoli avrebbero superato il test fatto a Kitty. Ci vorranno altri studi per capirlo, dice Corina Logan, biologa della University of California di Santa Barbara, responsabile dell’indagine. Resta innegabile che Kitty ha delle capacità cognitive stupefacenti, al pari di esseri umani molto più vecchi di lei.John Marzluff, biologo della University of Washington di Seattle, esperto di corvidi e non coinvolto nello studio, afferma: “Il notevole successo di alcuni corvidi, rispetto ad altri, nel risolvere problemi difficili è molto simile alle differenze di performance tra individui della specie umana.””Mi aspetto che alcuni uccelli siano molto intelligenti e altri più lenti nell’apprendere, proprio come i bambini. Il risultato ottenuto è importante e suggerisce che la capacità di attenzione, apprendimento, e concentrazione nei corvidi può variare molto, proprio come tra le persone”, osserva Marzluff.

Giocare in campo neutro

Le cornacchie della Nuova Caledonia raramente si trovano nella situazione descritta dalla favola di Esopo, ma il fatto di dover svolgere un compito per loro nuovo non è un difetto dello studio, anzi lo avvalora, a detta di Logan.Scegliere per il test un’attività che i corvidi probabilmente non sperimentano nel loro ambiente naturale “rende il campo d’azione neutro e quindi più adatto per confrontare capacità cognitive di specie diverse”, compresi gli esseri umani, continua Logan. “È un modo per arrivare a sapere cosa i corvidi sanno del mondo e come risolvono i problemi”.