Sinraptor, il “predatore cinese”


Il Sinraptor era una bestia di tutto rispetto: lungo circa otto metri ed alto 3 o 4 era probabilmente uno dei più grandi cacciatori della sua regione

Il nome Sinraptor può portare a fare confusione: tradotto in realtà significa “Predatore Cinese”, ed indica appunto la provenienza dell’animale (scoperto in Cina nel 1987) ed il suo ruolo nella catena alimentare. Vissuto circa 150 milioni di anni fa, alla fine del periodo Giurassico, era imparentato con Teropodi (i dinosauri carnivori, appunto) quali l’Allosauro americano, e doveva rivestire un ruolo analogo al suo nel mondo della Cina preistorica. A volte è classificato anche come Carnosauro primitivo, e quindi parte del gruppo di carnivori giganti discendenti degli Allosauri che “conquisteranno” Africa e Sud America nel periodo Cretaceo. Il suo aspetto era quello del tipico dinosauro carnivoro: grandi zampe posteriori muscolose, zampe anteriori corte, ma robuste e dotate di tre dita con artigli ad uncino, collo ad “s”, muso lungo ed irto di denti aguzzi.
Malgrado le somiglianze con animali quali l’Allosauro, il Sinraptor viveva in un ambiente diverso: la Cina del Giurassico era infatti meno arida del Nord America, cosa che facilitava la crescita di foreste temperate, ancora costituite per lo più di conifere, mentre invece il territorio in America era coperto in equal misura da foreste di piante secolari e vaste “savane” di felci e piante simili all’erba. Il Sinraptor doveva quindi spostarsi in un ambiente quasi esclusivamente boschivo, ed era di costituzione più leggera rispetto alla media dei Teropodi americani, per muoversi più agilmente nel suo habitat: era comunque in grado di tenere testa ai grandi dinosauri erbivori che pure vivevano nella sua parte del mondo; sono stati infatti ritrovati molti resti fossili di Stegosauri e di Sauropodi (i grandi erbivori dal collo lungo) anche in Cina, sebbene affrontare simili colossi quasi certamente fosse un’impresa tentata di rado, e portata avanti da bande di più esemplari. Per il resto del tempo, probabilmente il Sinraptor vagava per i boschi in solitudine, nutrendosi di prede più piccole, o di carcasse di animali morti per cause naturali, forte della sua grossa taglia, grazie a cui era in grado di scacciare Teropodi di dimensioni inferiori, fra cui, curiosamente, figuravano anche i primissimi Tirannosauridi, che all’epoca erano grandi in media meno della metà di questo cacciatore.
Come quasi tutti gli Allosauri ed i Carnosauri, Sinraptor non era dotato di un morso molto potente: come già detto si nutriva per lo più di animali notevolmente più piccoli di lui, che catturava tendendo loro agguati,  ma quando attaccava grandi prede la sua tattica doveva consistere nell’infliggere danni con assalti “mordi e fuggi” (letteralmente) per poi inseguire la vittima finché questa non fosse sufficentemente indebolita per poterla finire in tutta sicurezza. Se più esemplari si ritrovavano a cacciare insieme, magari in occasione dell’arrivo nel loro territorio di qualche grosso branco di erbivori impegnati in una migrazione, il comportamento adottato doveva essere più simile a quello che si vede nei coccodrilli o nei varani, che non a quello dei mammiferi.
Da quel poco che possiamo dire del cervello dei grandi dinosauri carnivori, sembra improbabile che riuscissero a cacciare in branchi organizzati, ma erano sicuramente in grado di sopportare la presenza di altri membri della loro specie, quando si trattava di sfruttare la forza del numero per abbattere qualche grossa preda. Una volta terminata la caccia però dovevano esserci violente dispute fra i vari animali per aggiudicarsi i bocconi di carne migliore, vista la mancanza di un ordiner gerarchico.
Il Sinraptor è anche la specie usata come “riferimento” per ricostruire l’unico grande Teropode scoperto in Italia, il Saltriosauro, dato che al momento possediamo pochissimi frammenti ossei di quest’ultimo, ma sembrano appartenere ad un Allosauro o ad un Carnosauro primitivo.