La Nasa trova le prove di un vasto e antico oceano su Marte


Per decenni, gli scienziati planetari hanno sospettato che l’antico Marte era un ambiente molto più caldo e umido di quanto lo sia oggi, ma le stime di quanta acqua Marte ha perso fin dalla sua formazione variano ampiamente. Ora, le nuove misure isotopiche dei ricercatori rivelano che un oceano, una volta copriva circa il venti per cento della superficie di Marte. Questa nuova immagine del giovane Marte ci consegna una visione inaspettata e molto suggestiva, più umida rispetto a molte stime precedenti, aumentando e di molto le probabilità di una antica abitabilità del pianeta rosso.

Un gigantesco oceano ricopriva quasi la metà dell’emisfero settentrionale di Marte in un tempo remoto, rendendo il pianeta un luogo ben più promettente per lo sviluppo della vita aliena, gli scienziati della Nasa ne hanno le prove. 
Era enorme l’area ricoperta dall’acqua, oltre un quinto della superficie del pianeta, approssimativamente la superficie coperta dall’oceano Atlantico sulla Terra, e la sua profondità in alcuni punti superava un chilometro. I ricercatori hanno scoperto che in totale, l’oceano era composto da almeno 20 milioni di chilometri cubi di acqua, più di quella che si trova nel Mar Glaciale Artico. 

Questa notizia è stata svelata dalla Nasa giovedi scorso, la prova convincente dell’oceano primitivo marziano aggiunge un nuovo tassello ad una nuova visione di Marte che appare sempre più come un mondo caldo e umido nella sua prima giovinezza, sul quale scorrevano ruscelli, lunghi e sinuosi fiumi che in molti casi terminavano con maestosi delta, e  laghi, laghi a profusione.
Tutto questo subito dopo la sua formazione 4,5 miliardi di anni fa. Dal punto di vista della storia antica del pianeta, questo riscrive in modo radicale  ciò che molti scienziati credevano solo un decennio fa. Allora, l’acqua corrente era  ampiamente considerata come una presenza più irregolare su Marte, che sgorgava dagli anfratti del terreno solo raramente, e mai formando laghi o addirittura oceani di lunga durata. 


“Una questione importante da valutare è quanta acqua aveva effettivamente Marte durante la sua giovinezza e, sopratutto, come si è persa tutta quell’acqua”, Ha detto Michael Mumma, uno scienziato del Nasa Goddard Space Flight Center nel Maryland. 
Gli scienziati  hanno fornito una risposta dopo aver studiato Marte con tre dei più potenti telescopi infrarossi al mondo. Hanno usato il telescopio Keck II e l’Infrared Telescope Facility,  e il Very Large Telescope dell’ESO in Cile, per produrre le mappe dell’atmosfera marziana in sei anni di osservazioni. Hanno guardato specificamente a come le diverse forme di molecole d’acqua presenti nell’atmosfera marziana variavano da luogo a luogo nel corso delle stagioni. L’acqua marziana, come quella sulla Terra, contiene molecole di acqua standard, formate da due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno, e un’altra forma di acqua formata con un isotopo pesante dell’idrogeno chiamato deuterio. Su Marte, l’acqua contenente idrogeno normale si è persa nello spazio nel corso del tempo, ma la forma più pesante è ancora presente. Quando l’acqua normale  è stata persa da Marte, la concentrazione di deuterio nell’acqua ha lasciato residui salini. Il processo può essere usato per capire quanta acqua “normale” era effettivamente presente sul pianeta. Maggiore è la concentrazione del deuterio, più grande la quantità di acqua  persa nello spazio.

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p class=””>Le mappe infrarosse mostrano che l’acqua in prossimità delle calotte di ghiaccio di Marte è arricchita con deuterio. L’alta concentrazione significa che Marte deve aver perso una grande quantità di acqua in passato, pari a più di sei volte quella che ora è racchiusa nelle calotte ghiacciate del pianeta. Gli scienziati hanno calcolato che quella quantità di acqua è sufficiente per creare un oceano globale che copriva l’intera superficie Marziana con una profondità di 7 m. Ma Marte probabilmente  non è mai stato completamente sommerso. Basandosi sul terreno marziano odierno, gli scienziati ritengono che l’acqua era presente in un oceano molto profondo nelle pianure settentrionali del pianeta notoriamente molto basse di livello, creando un oceano che copriva quasi un quinto della superficie del pianeta. 

L’ Atlantico, in confronto, copre circa il 17 % della superficie terrestre. “In ultima analisi possiamo concludere questa idea di un oceano che copre il 20% del pianeta, che si apre la possibile abitabilità nel suo passato e una probabile evoluzione della vita marziana”, Ci ha detto Geronimo Villanueva, il primo autore dello studio.

L’enorme massa d’acqua è durata per un periodo di milioni di anni. Ma nel corso del tempo, l’atmosfera marziana si è assottigliata. 

Il calo della pressione ha significato una lenta ma inesorabile dispersione  dell’acqua oceanica nello spazio. Il pianeta ha perso molta della sua atmofera non più sufficiente per mantenere l’acqua allo stato liquido, il mare a poco a poco si ritirò e quel che rimase si congelò. 

Oggi, solo il 13 % dei resti dell’oceano si trova racchiuso nelle calotte polari marziane.

“Adesso sappiamo che Marte era ricoperto di acqua per un tempo molto più lungo di quanto pensassimo prima”, ha detto Mumma. 

Il rover Curiosity  ha già dimostrato che su Marte l’acqua era ampiamente presente prima che apparisse sulla Terra. “Adesso vediamo che Marte deve essere stato bagnato per un periodo molto lungo,”  ha aggiunto Mumma. 

John Bridges, uno scienziato planetario presso la Leicester University, che lavora per la missione Curiosity della Nasa, ha detto che Marte era sicuramente abitabile in un lontano passato. “Dieci anni fa, la storia dell’acqua Marziana era confinata in brevi e occasionali emissioni di detriti fangosi. Ora sappiamo che la verità è ben diversa. 

C’erano bacini d’acqua molto vasti: forse anche laghi, delta di fiumi e mari ” ha detto. ” Mi sembra che abbiamo ottime prove che Marte una volta era abitabile, anche se non è ancora chiaro se la vita sia apparsa davvero. Ma cè una discreta possibilità che ciò sia avvenuto. 

Un meteorite proveniente dalla Terra con forme primitive di vita potrebbe essere caduto nell’acqua marziana colonizzandola”, ha aggiunto.

La ricerca della vita su Marte si enfatizzerà nel 2018, quando l’Agenzia spaziale europea invierà il suo rover Exomars verso il pianeta rosso. Il rover cercherà le firme chimiche della vita, forse proveniente da microbi che vivono in profondità sotto il suolo marziano. L’anno scorso, Curiosity  ha rilevato metano nell ‘atmosfera marziana. La scoperta ha scatenato una ridda di speculazioni sul fatto che il gas potrebbe  provenire da organismi viventi. Potrebbe, ma non ci sono prove che suggeriscono ciò. Il metano è normalmente prodotto sui pianeti attraverso processi geologici senza alcuna necessità di vita.