Stupefacenti ‘esplosioni’ e spostamenti nella storia del nostro Pianeta


A un certo punto della storia della Terra il suolo si è ritirato in direzione dell’equatore. Lo spostamento è stato molto evidente, come se Boston venisse tirata giù fino all’equatore. Poi il terreno è tornato di nuovo indietro.
Adam Maloof, professore associato di Scienze geologiche all’Università di Princeton, ha spiegato in un’intervista presso la National Public Radio che questo massiccio spostamento è accaduto ottocento milioni di anni fa alla velocità di circa cinquanta centimetri al giorno, una velocità vertiginosa in geologia, ovvero cinque volte tanto lo spostamento attuale delle croste terrestri.
Maloof ha spiegato che il globo sposta il suo peso verso l’equatore per mantenere l’equilibrio nella rotazione. Ha spiegato che la crosta sta letteralmente scivolando: «Il nucleo della Terra, la parte più esterna, è in realtà di ferro liquido e ha pressappoco la stessa viscosità dell’acqua».
Allo stesso modo ma su scala più grande, negli ultimi anni gli scienziati hanno scoperto che sin dalla nascita il Sistema Solare è stato molto meno stabile di quanto si pensasse.

Nel 2006 una sonda spaziale di nome Stardust ha riportato sulla Terra degli interessanti materiali dalla cometa Wild 2. Gli scienziati si aspettavano di rinvenire del materiale formatosi lontano dal Sole – del materiale ‘freddo’. Hanno riscontrato invece che la sonda aveva reperito del materiale sia forgiato vicino che lontano dal Sole.
La stupefacente implicazione è che la materia si è abbondantemente formata all’interno del Sistema Solare e poi è schizzata fuori dal suo limite stesso.

L’IPOTESI DEL PIANETA ESPLOSO

L’astronomo Tom Van Flandern considera questi reperti forniti da Wild 2 tra le prove a sostegno dell’ipotesi del pianeta esploso. Lo scienziato sostiene che nel corso dei quattro miliardi e seicento milioni di anni di storia del Sistema Solare alcuni pianeti al suo interno siano esplosi.

Si tratta di un’ipotesi controversa e Van Flandern ha detto di aver ricevuto da parte dei suoi colleghi delle pressioni per abbandonarla. È divenuto un sostenitore di questa ipotesi mentre stava facendo delle ricerche con l’intento di screditarla. Ha conseguito il dottorato di ricerca in astronomia all’Università di Yale, ha lavorato per venti anni presso l’Osservatorio della Marina militare degli Stati Uniti dove è divenuto il capo della divisione della meccanica celeste e in seguito ha iniziato la ricerca indipendente sui suoi interessi più controversi.

In un articolo pubblicato sull’International Journal of Astrobiology nel 2007 dal titolo ‘La sfida dell’ipotesi del pianeta esploso‘, Van Flandern ha elencato alcune delle previsioni fatte sulla base di questa ipotesi che sono risultate plausibili, tra cui: (1) i satelliti degli asteroidi; (2) i satelliti delle comete; (3) l’acqua salata nei meteoriti; (4) i ‘segni dei rotolamenti’ che portano ai massi sugli asteroidi; (5) la durata e la velocità di picco della tempesta meteorica delle Leonidi del 1999; (6) i segni dell’esplosione degli asteroidi; (7) la forte impennata del parametro energetico nelle nuove comete; (8) la distribuzione di materiale nero sui corpi senz’aria che ruotano lentamente; (9) la velocità di scissione delle comete.

Alcune delle obiezioni alla teoria comprendono il fatto che nella rappresentazione dei materiali nel nostro Sistema Solare manca la massa di questi pianeti esplosi. Van Flandern controbatte a questa obiezione sul suo sito: «Considerate che cosa accadrebbe se la Terra esplodesse oggi. La superficie e le rocce crostali si frantumerebbero e frammenterebbero, ma rimarrebbero rocce. Tuttavia, le rocce a una maggiore profondità di circa quaranta chilometri sarebbero sotto così tanta pressione ad alta temperatura che, se improvvisamente venissero rilasciate nel vuoto si vaporizzerebbero. Come conseguenza, oltre il 99 per cento della massa totale della Terra si vaporizzerebbe in un’esplosione e sopravvivrebbero solamente gli strati superiori a bassa pressione della crosta e del mantello».
Sebbene rimangano poco chiare alcune spiegazioni per come esattamente queste esplosioni si siano verificate, Van Flandern ha sottolineato che non c’è più certezza riguardo a come il fenomeno ampiamente accettato dell’ intenso bombardamento tardivo si sia verificato.

INTENSO BOMBARDAMENTO TARDIVO

Si ritiene che, non molto tempo dopo si sono formati i principali pianeti, un inaspettato gran numero di asteroidi siano entrati in collisione con i pianeti terrestri, inclusa la Terra.

Paul Weissman del Jet Propulsion Laboratory della Nasa ha scritto nel suo articolo La storia degli impatti del Sistema Solare: Implicazioni dell’origine delle atmosfere, che «una spiegazione plausibile per l’intenso bombardamento tardivo rimane un mistero».
Van Flandern ha scritto sul suo sito: «L’intenso bombardamento tardivo, un reale evento del Sistema Solare, suona come un evento antico di esplosione planetaria».
Il sito web della Nasa spiega che l’intenso bombardamento tardivo potrebbe essere stato causato dalla migrazione planetaria.

PIANETI IN MOVIMENTO

La Nasa afferma: «Un modello per il nostro Sistema Solare suggerisce che le orbite dei nostri pianeti giganti si siano spostate drammaticamente all’inizio della storia del Sistema Solare, con l’orbita di Giove che è migrata leggermente verso l’interno e verso il Sole, e quelle di Saturno, Nettuno e Urano che si sono allontanato ulteriormente dal Sole. Questi drammatici movimenti hanno generato l’ordine dei pianeti e dei corpi più piccoli che ci sono ben noti oggigiorno e causato la dispersione di molti corpi più piccoli (come le comete)».

(Nettuno e la sua luna Tritone, in una foto scattata da Voyager 2. L’orbita di Tritone alla fine raggiungerà il limite di Roche di Nettuno; Tritone sarà disgregato dalle forze di marea di Nettuno e alla fine forse formerà un nuovo sistema di anelli.)

L’allontanarsi dei corpi cosmici al di fuori del Sistema Solare continua a creare dei cambiamenti nel posizionamento dei pianeti, in maniera così lenta ed esigua come tali cambiamenti potrebbero apparirci.
Il passato accidentato del nostro pianeta e del nostro Sistema Solare è tuttora oggetto di indagine e un mistero da svelare per gli scienziati. I pianeti si sono formati nelle loro posizioni attuali oppure si sono spostati drasticamente nel corso della storia e alcuni sono persino esplosi? I misteri della storia del pianeta rivolgono l’immaginazione al futuro. Il futuro ci riserva l’esplosione dei pianeti, lo spostamento delle distese di Terra sul nostro pianeta e il movimento dei pianeti attraverso il Sistema Solare?

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