Encelado ha un’attività geotermica, la prima nota fuori dal Pianeta Terra


La scoperta di frammenti microscopici di materiale roccioso nell’orbita di Saturno implica l’esistenza di un’attività geotermica su una delle sue lune, Encelado, che dunque potrebbe ospitare delle forme di vita: è quanto risulta da uno studio dell’università statunitense di Boulder.
La scoperta – pubblicata sulla rivista scientifica “Nature” è frutto di quattro anni di lavoro sui dati inviati dalla sonda “Cassini”, la prima nel 2004 ad entrare nell’orbita di Saturno per studiare il pianeta e i suoi anelli.
I frammenti di roccia – ricchi di silicio – sarebbero stati emessi da dei geyser, provocati dall’incontro fra l’acqua più calda proveniente dall’interno roccioso della luna con quella più fredda nei pressi della superficie ghiacciata: l’habitat risultante potrebbe essere non dissimile da quello esistente negli oceani terrestri in cui dei “camini” a grande profondità alimentano degli organismi adattati alle condizioni estreme di pressione e calore. Secondo gli esperti “Encelado a questo punto ha tutti quegli elementi necessari per gli organismi viventi“.

Tutto avrebbe luogo sotto la superficie gelata di Encelado: si suppone che è proprio nel suo fondo marino che si produce un’attività geotermica che raggiungerebbe alte temperature. Questi potenziali fenomeni chimici sono stati rilevati dalla sonda Cassini, progetto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), la statunitense Nasa e l’ Agenzia Spaziale Italiana, che da circa 10 anni naviga fra le lune di Saturno. Enclado ha una superficie che sembra una palla bianca da biliardo screpolata e trovare dei grani gelati ricchi di sale e sodio che fuoriescono proprio da queste crepe, fa pensare che esse provenganoda un serbatoio di acqua che è o forse è stato, in passato, a contatto con la roccia . “E’ emozionante poter usare questi piccoli frammenti di roccia proiettati nello spazio dai geyser, perchè proprio l’analisi partita da questi frammenti ci ha rivelato le condizioni dello strato sotto-oceanico della piccola Luna gelata“, afferma Sean Hsu, del Laboratorio di Fisica sperimentale e atmosferica del Colorado. Il team di ricerca aveva avuto già alcuni indizi sulle condizioni che esistono sotto le superficie di questa luna perchè avevano già rilevato delle particelle nanometriche ricche di silicio che vagavano nell’anello di Saturno, lanciate dalla superficie di Encelado. La dimensione e la composizione di queste particelle suggerisce agli scienziati che “sono state prodotte per reazione ad alte temperature (superiore almeno a 90 gradi celsius) nel letto marino“. 
Insieme a Hsu, direttore dello studio, sono coinvolti nella ricerca anche Frank Postberg dell’Università Heidelberg in Germania e un’equipe dell’Università di Tokyo, per realizzare una serie di esperimenti volti a validare la teoria che queste piccole particelle si formano a causa dell’attività idrotermale, proprio come succede anche sulla Terra. Le piccolissime dimensioni delle particelle suggeriscono, inoltre, che potrebbero viaggiare dalla bocca che le ha originate (grazie al fenomeno idrotermale), ossia i geyser sulla superficie di Encelado ad una relativa rapidità verso lo spazio, luogo dove sono state intercettate.

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