Un anomalo strato caldo scoperto nell’atmosfera di Venere


La natura di questo strato è per il momento sconosciuta.

Gli scienziati hanno scoperto uno strato di aria calda nell’atmosfera di Venere, la cui natura è però, al momento, ancora sconosciuta. I ricercatori hanno effettuato la scoperta durante la compilazione di una mappa della temperatura nell’atmosfera superiore nel lato “notturno” del Pianeta, sulla base dei dati raccolti dalla sonda Venus Express.
Abbiamo misurato le temperature ad altitudini variabili tra 90 e 140 km“, riferisce l’autore dello studio Denis Belyaaev, del MIPT e lo Space Research Institute dell’Accademia russa delle Scienze. “Sul lato del Pianeta dove è buio, le temperature normalmente tendono ad abbassarsi con l’altitudine, ma noi abbiamo notato un picco nel grafico nella gamma tra 90 e 100 km. Qui l’atmosfera era di 20-40°C più calda di quanto ci aspettassimo. Non sappiamo ancora che cos’è che provoca questo riscaldamento, ma lo strato di ozono di Venere si trova proprio a questa altitudine. Quindi è molto probabile che ci sia una sorta di connessione“.

Belyaev, insieme ai suoi colleghi del MIPT e l’Istituto di Ricerca Spaziale, hanno analizzato i dati ottenuti dallo spettrometro SPICAV installato a bordo della Venus Express. Il sistema SPICAV (uno spettrometro per l’indagine sulle caratteristiche dell’atmosfera di Venere) consiste nella presenza di due ulteriori spettrometri, uno a infrarossi creato da specialisti russi e uno a ultravioletti, realizzato invece dagli scienziati francesi.

La temperature atmosferica viene misurata grazie al canale UV con il metodo dell’occultazione stellare, in cui lo spettrometro cattura la luce emessa da una stella quando passa dietro ad un pianeta. La luce della stella irradia attraverso l’atmosfera del pianeta, le cui caratteristiche possono essere recuperate in base al prodotto dello spettro.

Gli scienziati hanno quindi selezionato le stelle che brillano maggiormente nel campo dell’UV, cioè tra un valore di 118 e uno di 320 nanometri, il campo di lavoro dello spettrometro. Ogni secondo entro i pochi minuti che la stella scompare dietro l’orizzonte del Pianeta lo spettrometro ne cattura parte della propria brillantezza. Poi gli scienziati determinano successivamente la composizione del gas e la densità dell’atmosfera a diverse quote, nonchè ovviamente anche le temperature. Dal Giugno 2006 al Febbraio 2013 hanno ottenuto ben 587 “colpi” dall’atmosfera, che copriva praticamente quasi tutto l’emisfero “notturno” di Venere.

In quasi tutte le sessioni di questi sette anni abbiamo rilevato un livello di altitudine di 90-100 km che è di ben 20-40 Kelvin più caldo di quello che dovrebbe essere – rivela Belyaev – “le temperature dell’aria a queste altitudini sono di circa 220-240 Kelvin, mentre dovrebbe essere anche inferiori a 200 K“. Secondo Belyaev questo strato è nella stessa gamma di altitudini dove si trova anche l’ozono; “Stiamo portando avanti l’analisi della correlazione per stabilire se questi fattori sono collegati tra essi oppure no. Non possiamo escludere che questo fenomeno può essere spiegato da reazioni chimiche, cioè dalla decomposizione dell’ozono quando viene a contatto con sostanze a base di cloro. Ma queste, di fatto, sarebbero reazioni in grado di causare rilascio di calore…“.

Continua Belyaev: “abbiamo inoltre scoperto che la temperatura atmosferica è di +20°C più calda al mattino rispetto che in serata. Questo è probabilmente dovuto alla circolazione globale dell’atmosfera; la transizione dal punto sub-solare al puntoanti-solare avviene ad altitudini di circa 100 km. In questa zona, sul lato notturno, la massa d’aria scende fino a 70 km e il che può portare al riscaldamento dell’atmosfera adiabatica“.

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