Le eruzioni vulcaniche del passato viste nei dipinti


Oggi abbiamo le macchine fotografiche, quelle digitali, gli smartphone…Scattare una foto non è mai stato così semplice come lo è in questi anni, per immortalare un qualsiasi tipo di evento meteo o naturale bisogna solo armarsi di telefono, impostare il tutto e fare un semplice click. Il gioco è fatto. Prima no, prima non era così e in mancanza delle foto bhè, ci si cimentava in straordinari dipinti.
Negli anni 1880 e 1890 il più grande vulcano delle Hawaii, il Mauna Loa, ha prodotto una serie di intense eruzioni. Come conseguenza vi fu un enorme trasporto di lava fino alla città di Hilo, situata ad una distanza estremamente ravvicinata dalla montagna. Sulla Big Island si manifestò una vera e propria “esplosione” di colori, che oltre ad attrarre numerosi turisti, richiamò anche diversi artisti pronti ad immortartalare su tela lo spettacolo di quel cielo rossastro.

Artisti come Jules Tavernier, Charles Furneaux e Giuseppe Forte viaggiarono per giorni con un solo obiettivo, quello di vedere il flusso di lava che fuoriusciva dal cratere del vulcano e i flussi colorati di roccia fusa che scendevano sulle sue pendici. Zolfo e gas impedivano tuttavia agli artisti di stabilirsi sul posto, anche se i dipinti venivano poi effettuati lo stesso con discreto successo. Gli stessi poi son stati ripresi, modellati e ricreati in studio.

Il più famoso dei pittori “vulcanici” maggiormente considerato è Tavernier. Un vero maestro riconosciuto (poteva disegnare con tutte e due le mani allo stesso tempo), il francese era un amante delle bevande e delle avventure.Nel 1886 ha dipinto l’eruzione del cratere di Kilauea. Una pittura a 360°, che è stata offerta a guardare all’interno, fornendo un effetto di “presenza” piena. Il dipinto era di 3,3 metri di altezza e 27 metri di lunghezza.

E’ interessante notare, inoltre, che i dipinti del passato possono essere utilizzati anche per studiare i cambiamenti climatici. Ad esempio gli scienziati provenienti dalla Grecia e dalla Germania hanno messo a confronto, lo scorso anno, la percentuale di colori rossi e verdi nel cielo su centinaia di dipinti raffiguranti le eruzioni nel periodo compreso tra 1500 e 2000. Indipendemente dallo stile artistico nei dipinti creati poco dopo le eruzioni vulcaniche, il cielo era più rosso rispetto a quelli che sono stati invece creati in un periodo di bassa attività vulcanica.


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