I più antichi pesci volanti per la prima volta in Italia


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Un fossile di Thoracopterus wushaensis, il più antico pesce volante

Con altri fossili cinesi battezzati come Marco Polo e lago di Como


I pesci volanti più antichi del mondo arrivano in Italia: vissuti 240 milioni di anni fa in Cina, erano capaci di spiccare i loro balzi sbattendo due paia di pinne e usando la coda come elica. I loro fossili, scoperti tre anni fa da un gruppo di ricerca italo-cinese, sono pronti ad uscire per la prima volta dal ‘Paese del dragone’ insieme ad altri fossili di pesci e rettili marini preistorici battezzati con nomi come Marcopoloichthys (in onore del grande Marco Polo) e Lariosaurus (ispirato al lago di Como) per sottolineare la somiglianza con altre specie rinvenute proprio in Italia.

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Un fossile del pesce preistorico Marcopoloichthys ani

La mostra, nata dalla collaborazione tra l’Università di Pechino e il paleontologo Andrea Tintori dell’Università di Milano, fa la sua prima tappa presso il Maxisalone del Municipio di Bisuschio (Varese) e nei prossimi mesi proseguirà il suo giro d’Italia in altre città come Milano e Firenze.

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Un fossile del rettile marino Lariosaurus xingyiensis

”I vertebrati marini del Triassico rivestono una grande importanza, perché ci aiutano a capire cosa accadde dopo la grande estinzione di massa che quasi 250 milioni di anni fa cancellò il 95% delle forme di vita sulla Terra”, spiega Andrea Tintori. ”I fossili ci dicono che i pesci non subirono drastici cambiamenti – aggiunge il paleontologo – mentre allo stesso tempo comparvero nuovi vertebrati marini, i rettili: nel giro di pochi milioni di anni colonizzarono dapprima le acque costiere, poi, più avanti, anche le acque aperte degli oceani, diventandone i dominatori per oltre 180 milioni di anni.

Se fino a pochi anni fa le Prealpi italiane erano considerate lo scrigno di questi rettili fossili, ora l’interesse si è spostato verso la Cina meridionale. Nel Triassico, infatti, questa regione si trovava all’altra estremità della Tetide, il grande golfo oceanico che si insinuava nel mega-continente Pangea, in cui erano raggruppate praticamente tutte le terre emerse”.

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