Tutte le immagini dell’ultimo incontro di Cassini con Encelado


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Il ventesimo sorvolo su Encelado della sonda della NASA Cassini ha trasmesso a Terra nuove incredibili immagini della luna di Saturno.


Era molto tempo che non vedevamo la superficie ghiacciata di Encelado così da vicino (il flyby precedente, l’E-19, risale al 2 maggio 2012) ma è la prima volta in cui il terreno dell’emisfero settentrionale viene mostrato nitidamente e a questa risoluzione.

Quando la Cassini arrivò nel sistema di Saturno nel 2004, era passato da poco il solstizio d’estate nell’emisfero sud di Saturno e di tutte le sue lune, mentre le regioni settentrionali erano avvolte nell’inverno. Così, la maggior parte dei sorvoli su Encelado si sono concentrati sul polo sud, soprattutto dal 2005, quando furono scoperti i geyser provenire dalle profonde fessure chiamate tiger stripes (“graffi di tigre”). Nel 2009, con l’equinozio, i primi raggi di Sole iniziarono ad illuminare i territori del nord ma solo ora, che la missione volge al termine, la luce sta arrivando davvero.

Il flyby è iniziato con una sequenza della Narrow Angle Camera, del sistema di imaging ISS (Imaging Science Subsystem), durante la fase di avvicinamento, quando Encelado stava transitando ancora davanti a Saturno.

La composizione in apertura fa parte di questo set iniziale di foto. E’ stata ottenuta con tre frame nei filtri infrarosso, verde ed ultravioletto.

Nonostante Encelado si trovi davanti al pianeta, lo sfondo sembra nero a causa dell’albedo elevato della superficie della luna e dell’ombra degli anelli di Saturno in secondo piano.

Dopo una manciata di minuti (i sorvoli avvengono piuttosto velocemente) la Cassini si è avvicinata vertiginosamente a 1.838 chilometri dalla superficie della luna, svelando un mondo di crateri, di colate di ghiaccio, profonde fratture e graffi che corrono da una parte all’altra come una ragnatela.

Il mosaico qui sotto è centrato su una fossa chiamata al-Yaman Sulci.

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E’ formato da tre frame ciascuno ripreso in infrarosso, verde ed ultravioletto che quello che conferisce il colore violaceo al ghiaccio riflettente.

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La composizione dovrebbe avere una risoluzione di circa 100 metri per pixel o forse poco meno.

Oltre ad evidenti segni di dilatazioni e contrazioni, si notano vere e proprie colate arrivare dai crateri più profondi, dove il calore generato dall’impatto deve aver sciolto la crosta e/o deve aver lasciato risalire il ghiaccio fluido dall’interno della luna. Alcuni punti sono più brillanti, altri più sporchi soprattutto sui pendii. Tali caratteristiche diventano ancora più evidenti nell’immagine qui sotto che mostra i crateri polari al-Haddar, Shahrazad e Dunyazad da una distanza ancora più ravvicinata.

Dalle immagini delle sonde Voyager 1 e 2, gli scienziati si aspettavano che l’emisfero nord di Encelado fosse pesantemente modellato dai crateri ma le nuove foto della Cassini svelano una superficie ricca di contrasti: “le regioni settentrionali sono attraversate da una rete sottile di crepe che attraversa i crateri”, ha dichiarato Paul Helfenstein, membro del team di imaging della Cassini presso la Cornell University, Ithaca, New York. “Queste crepe sottili sono onnipresenti su Encelado e ora abbiamo la conferma che si estendono anche nei terreni del nord”.

“Abbiamo seguito una scia di indizi su Encelado per 10 anni”, ha commentato Bonnie Buratti, del team scientifico della Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA. “La quantità di attività sopra e sotto la superficie su questa luna è stata una grande sorpresa per noi. Stiamo ancora cercando di capire quale sia stata la sua storia e come è diventata così”, ha aggiunto.

In uscita dal flyby, la Cassini ha ripreso un altro mosaico della luna di Saturno.

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Ma non è finita qui!

Il 28 ottobre un nuovo flyby porterà la Cassini a soli 49 chilometri sopra il polo sud di Encelado regalando moltissime immagini e dati sull’interno della luna, sulla possibile attività idrotermale e sull’esotico mix spray sparato dai geyser nello spazio.

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