L’anomalia del Mar Baltico; nuove prove suggeriscono un antico disastro antidiluviano


Dal 2011 sono trascorsi quasi cinque anni dalla scoperta dello strano oggetto adagiato sui fondali del Mar Baltico e da allora poco si è saputo sull’esito delle ricerche  come se tutto fosse stato messo a tacere.

Che fine hanno fatto le conclusioni degli scienziati e oceanografi che in quest’ultimi hanno studiato l’oggetto misterioso?

Oltre al fatto che l’ anomalia del Mar Baltico è diventata famosa come il “Baltic UFO” per via della sua forma rotonda e per il fatto che sul fondale sono state individuate tracce riconducibili probabilmente a un antico disastro provocato artificialmente.

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Per lungo tempo, un gruppo di oceanografi svedesi hanno condotto degli accurati studi sulla strana anomalia rocciosa del tutto diversa dalle circostanti rocce sedimentarie per via della sua regolare forma geometrica.

Sull’oggetto localizzato sul fondale marino a 87 metri di profondità i ricercatori sono riusciti a fare alcune scoperte incredibili. Una di queste si riferisce alla sua insolita superficie sulla quale sono stati scoperti una serie di lunghi corridoi delimitati da pareti verticali perfettamente strutturate.

Un altro particolare alquanto insolito è che le bussole sembrano impazzire nel momento in cui vengono utilizzate in prossimità dell’oggetto come se dal suo interno venissero sprigionate forze elettromagnetiche. A questo si deve aggiungere l’improvviso malfunzionamento degli strumenti elettronici allestiti a bordo delle imbarcazioni di ricerca. Durante l’ultima spedizione i sub sono riusciti a frantumare una particella del materiale campionato sul quale è stata individuata della fuliggine probabilmente frutto di antiche combustioni.

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Molti esperti e i membri del team della squadra Ocean X nel suo complesso concordano sul fatto che gli oggetti anomali sono molto antichi probabilmente risalenti al periodo antecedente la grande glaciazione avvenuta 140 000 anni fa.

Il sito gofundme.com/ riferisce che a seguito di tre spedizioni, i subacquei avrebbero scoperto la scorsa estate delle misteriose caratteristiche che fino ad oggi non hanno ottenuto quelle giuste spiegazioni scientifiche che molti studiosi speravano di fornire alla comunità di geologi marini .

Quello che non riescono a spiegare sono i lunghi corridoi delimitati da pareti verticali, strane scanalature angolari, anomali segnali “radio” rilevati al di sopra dell’oggetto, la sua incongruenza strutturale a forma di disco e l’imponente fondale marino su cui si trova adagiato, la strana temperatura dell’acqua e i materiali organici combusti rinvenuti sui campioni analizzati, per non citare un foro rotondo ricavato su un’ampia superficie.  Tutti questi particolari hanno fatto in modo che l’oggetto rimanesse ancora avvolto nel mistero.

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Hauke Vagt ha presentato un quadro aggiornato di quello che sembra essere un’autentica anomalia geologica. Il primo campione ad essere stato esaminato è una piccola roccia rimossa dalla superficie dell’oggetto. I risultati di queste prove hanno dimostrato che la pietra era composta da basalto contenente nel suo interno tracce di materiale organico combusto.

Il Weizmann Institute of Science, e l’Istituto di Archeologia dell’Università di Tel Aviv sono stati incaricati di esaminare alcuni di questi campioni i cui risultati non sono stati ancora pubblicati sulle riviste scientifiche il che lascia intendere che l’anomalia potrebbe essere molto più complessa di quanto immaginato finora .

Fonte

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