contour-image

HUBBLE FOTOGRAFA DUE NOCCIOLINE SPAZIALI


Utilizzando i dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble e dalla Sloan Digital Sky Survey, gli scienziati hanno potuto ricostruire al computer la peculiare forma delle galassie a disco NGC 128 e NGC 2549, a 200 e 60 milioni di anni luce da qui: due gusci di gigantesche noccioline celesti.


Due gigantesche noccioline lassù nel cielo ci sono davvero, e le hanno scoperte i ricercatori della Swinburne University of Technology di Melbourne: noccioline galattiche, fotografate da Hubble Space Telescope e ricostruite al computer grazie a un nuovo software capace di lavorare in modo nuovo e sorprendente i dati della Sloan Digital Sky Survey.

160506100243_1_900x600.jpg

Le galassie a nocciolina sono NGC 128 e NGC 2549, rispettivamente a 200 e 60 milioni di anni luce da qui. Due galassie a disco dalla forma panciuta per via della peculiare distribuzione di stelle al centro delle loro strutture. Lo studio, appena pubblicato fra le Monthly Notices della Royal Astronomical Society, è accompagnato dalle affascinanti immagini della galassia NGC 128, ottenute grazie a un nuovo programma di imaging sviluppato dai ricercatori della Swinburne che, rielaborando i dati raccolti da Hubble e Sloan Digital Sky Survey, è in grado di ricostruire l’anatomia di questi oggetti straordinari.

«Ironia della sorte, queste galassie delle noccioline hanno solo la forma. Le dimensioni sono impressionanti», osserva Alister Graham, docente della Swinburne e fra gli autori dello studio. «L’immagine ottenuta in questo caso, inoltre, è tanto più importante perché evidenzia una doppia struttura a guscio interna alla galassia: somigliano a due noccioline, una perfettamente incastrata dentro l’altra. Studiarle da vicino potrebbe spalancare una finestra sul passato di questi oggetti e aiutarci a comprendere meglio come sia evoluta la nostra stessa Galassia, la Via Lattea».

galaxy-model.png

La galassia NGC 128, ricostruita a computer partendo dai dati raccolti da Hubble Space Telescope.

Gli astronomi ritengono che l’affascinante forma a nocciolina di queste galassie sia da imputarsi, come accennavamo in apertura, alla distribuzione delle stelle al centro della struttura a disco che le caratterizza. «Per fortuna siamo abbastanza lontani dall’analogo rigonfiamento al centro della nostra Galassia, che costringe a orbite vertiginose i sistemi stellari che costituiscono la nocciolina che vediamo in NGC 128 e NGC 2549», sottolinea Graham. «Una distanza ideale per studiarne a fondo le caratteristiche».

Fonte