ascia-638x425

Gli archeologi hanno trovato la più antica ascia del mondo


In Australia, la testimonianza di una civiltà antica dalla sviluppata tecnologia.


Gli archeologi della Australian National University hanno riportato alla luce i frammenti della punta di quella che sembra l’ascia più antica nota. Il ritrovamento è avvenuto in Australia, nella regione occidentale chiamata Kimberley.

L’autore principale dello studio, Sue O’Connor, ha spiegato che l’ascia deve avere un’età compresa tra 46.000 e 49.000 anni fa, arco temporale corrispondente, più o meno, al momento in cui le prime persone giunsero nel continente. Mai, prima d’ora, era stato individuato un reperto di questo tipo tanto antico: qualcosa di simile, in Giappone, risale a circa 35.000 anni fa, mentre, nella maggior parte degli altri casi, le asce fanno la loro comparsa assieme alla nascita dell’agricoltura, ossia circa 10.000 anni fa.

La scoperta mostra come il livello tecnologico degli aborigeni fosse decisamente meno semplice di quanto pensato fino ad oggi: l’ascia, infatti, ha un manico, caratteristica che la distingue da manufatti coevi di altre parti del mondo e che suggerisce che la civiltà che l’ha costruita doveva essere piuttosto complessa. Ma chi erano gli uomini che si servirono di questo oggetto?

Una tecnologia del genere deve essersi sviluppata dopo che i gruppi umani giunsero in Australia, circa 50.000 anni fa: verosimilmente, non c’erano asce nei luoghi dai quali provenivano, considerando la totale assenza di testimonianze analoghe. Non abbiamo notizie di strumenti simili nel Sud Est Asiatico, ad esempio, il che porta a pensare che i primi uomini che arrivarono nel continente iniziarono a sperimentare nuove tecnologie. Ne venne fuori l’invenzione di un nuovo modo per sfruttare le risorse che trovavano a disposizione.

D’altronde – spiegano gli autori del lavoro – diverse asce sono state scoperte dagli archeologi in Australia, tutte particolarmente antiche. Ad essere precisi, esiste anche una differenza tra il nord e il sud del continente: nelle regioni meridionali, infatti, le asce sono comparse decisamente più tardi. Mentre gli uomini si espandevano attraverso il continente australiano, la tecnologia non seguì lo stesso percorso, con gli stessi tempi.

I frammenti del manufatto vennero portati alla luce agli inizi degli anni ’90 da un ampio riparo roccioso nel Windjana Gorge National Park. I nuovi studi hanno consentito di rivelare che si tratta di un’ascia di basalto, lavorata con una roccia più soffice come l’arenaria. Le analisi realizzate dal professor Peter Hiscock dell’università di Sydney hanno consentito di datare il reperto. Si trattava di un oggetto estremamente utile, con moltissimi utilizzi che includevano anche abbattere alberi o staccarne la corteccia.

Fonte