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Trovata l’atomica di Hitler: così segreta che i nazisti non sapevano di averla


Pensionato tedesco avrebbe trovato un deposito segreto di bombe atomiche naziste.


L’ingegnere meccanico in pensione Peter Lohr sostiene di aver trovato la bomba atomica segreta di Hitler all’interno delle gallerie scavate dai nazisti sotto la valle di Jonas nel land della Turingia, in Germania centrale. Sarebbero celati in una grotta cinque grandi oggetti metallici, secondo Lohr potrebbe esserci anche più di una bomba. Ne è assolutamente certo: “la forma degli oggetti corrisponde a quella di una bomba atomica”. Lo ha dedotto usando un radar con tecnologia 3D, i cui risultati sono stati elaborati al computer.

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La leggenda dell’atomica di Hitler è stata alimentata anche da trasmissioni televisive molto seguite a livello nazionale. Tutto si basa prevalentemente su equivoci dovuti a reali proclami in cui il leader nazista, specialmente nell’ultimo periodo della Seconda guerra mondiale, affermava che il suo regime possedesse delle armi segrete. Alcune invenzioni belliche sviluppate dai nazisti sono esistite davvero, ed hanno contribuito tanto allo sviluppo degli aerei a reazione quanto ai moderni elicotteri. L’insieme ancora molto controverso e fumoso delle presunte armi naziste è noto col termine Wunderwaffe. Sul finire della Seconda guerra mondiale gli Stati uniti temevano senz’altro che i nazisti potessero sviluppare un ordigno nucleare prima di loro. Einstein firmò sul serio una lettera a Roosevelt (redatta in larga parte da Leó Szilárd) dove a nome dei colleghi lo incitava a finanziare un progetto nucleare, non di meno molto probabilmente il Presidente venne già persuaso dai suoi consiglieri; difficile pensare che non gliene avessero mai parlato, dal momento che il pericolo di una atomica di Hitler era già sotto le lenti dell’intelligence americana.

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Gli esperimenti missilistici di Peenemünde riguardarono prevalentemente i primi razzi balistici (soprattutto i famigerati V2) la cui tecnologia venne importata in Usa dal loro ideatore Wernher von Braun. Queste conoscenze saranno decisive per il futuro progetto spaziale americano. Di atomica invece non si parla mai. Questo non significa che non ci avessero nemmeno pensato. Il problema è che non riuscirono mai a capire come mettere assieme le conoscenze in loro possesso; non avevano un Enrico Fermi e tanti altri scienziati che contribuirono allo sviluppo della fissione nucleare.

Nel corso degli anni, diversi autori hanno concluso che gli scienziati a disposizione del Reich non hanno mai capito come far funzionare una bomba atomica. Tra questi autori citiamo il fisico Samuel Goudsmit, che nel 1947 pubblicò i risultati di un’indagine dell’esercito americano (Alsos mission) riguardante gli sforzi attuati dai nazisti nello sviluppo di una bomba atomica; lo storico Paul Lawrence Rose conferma gli stessi risultati nel suo libro pubblicato nel 1998: Heisenberg e il progetto nazista della bomba atomica. Non è da escludere che il grande fisico tedesco avesse boicottato il progetto nucleare nazista. Gli scienziati tedeschi non arrivarono quindi mai a concepire il concetto di “reazione a catena” nell’ottica di generare una fissione nucleare. Sia Goudsmit che Rose concordano anche nel constatare che i tedeschi non si resero mai conto dell’importanza del plutonio come esplosivo nucleare. Nella trascrizione delle conversazioni dei principali fisici tedeschi riguardo il nucleare, note come Farm hall conversation, troviamo ulteriori conferme di questa incompetenza scientifica dei tedeschi.

In conclusione, non solo non esistono prove di una bomba atomica di Hitler, ma abbiamo molte evidenze dell’incapacità teorica degli scienziati nazisti ai fini di produrla.

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