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Scovate comete attorno a una giovane stella simile al nostro Sole


La stella HD 181327 è circondata da un anello di polvere cometaria, asteroidi e altri bolidi. ALMA ha cercato delle precise firme di gas rilasciato proprio durante le collisioni, e il particolare livello di carenza di monossido di carbonio sta a indicare la presenza di comete.


Il nostro Sole non è l’unica stella attorno a cui è possibile trovare comete. Secondo un gruppo di astronomi dell’Università di Cambridge, questi oggetti ghiacciati potrebbero orbitare anche attorno ad altre stelle simili al Sole, magari vicine al Sistema solare. Studiare questi sistemi planetari, soprattutto se in via di formazione, è utile per la comunità scientifica che può avere accesso a informazioni fondamentali per sapere come il sistema dove viviamo noi si è formato (poco meno di 5 miliardi di anni fa). Per studiare queste stelle, in particolare HD 181327, i ricercatori hanno utilizzato l’Atacama Large Millimeter Array (ALMA). Di recente ALMA ha osservato anche un altro oggetto circondato da uno sciame di comete: parliamo di HR 8799, cioè l’unica stella di cui siano stati direttamente fotografati più pianeti.

Ma torniamo ad HD 181327: gli esperti hanno rilevato livelli molto bassi di monossido di carbonio intorno alla stella, quantità coerenti con la presenza di comete (e quantità simili a quelle trovate nel Sistema solare). I risultati dello studio (che verranno pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society) aiuteranno in futuro a stabilire le proprietà delle nubi cometarie attorno a stelle appena nate simili al Sole.

È assai probabile che proprio le comete nascondano il segreto della vita sulla Terra, ed è per questo che i ricercatori vogliono studiarle a tutti i costi.

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L’immagine di ALMA che ha ripreso l’anello di comete intorno HD 181.327 (i colori sono stati cambiati). I cerchi bianchi rappresentano la dimensione della fascia di Kuiper nel Sistema Solare.

Poco dopo la formazione del Sistema solare, la Terra era molto simile a Marte, desolata e arida. Solo grazie a diversi impatti cometari il nostro pianeta ha potuto dar via alla vita che conosciamo oggi. Quasi senza ombra di dubbio, le comete hanno portato l’acqua sulla Terra, così come altri elementi fondamentali per noi. E questo – chissà! – potrebbe essere accaduto (o potrebbe accadere) anche in altri sistemi planetari.

HD 181327 è circa il 30 percento più massiccia rispetto al Sole e si trova a 160 anni luce di distanza, nella costellazione del Pittore. A differenza del nostro, il sistema HD 181327 ha circa 23 milioni di anni, quindi è relativamente “giovane”. «I sistemi come questo sono molto attivi, e comete e asteroidi si scontrano gli uni contro gli altri e contro i pianeti», spiega Sebastian Marino, dottorando dell’Istituto di Astronomia dell’Università di Cambridge e autore principale dello studio. «La composizione del ghiaccio è simile a quella del Sistema solare, quindi la stella è buona per studiare come il nostro sistema appariva all’inizio della sua esistenza».

Con ALMA i ricercatori hanno osservato che HD 181327 è circondata da un anello di polvere cometaria, derivata dalle diverse collisioni con asteroidi e altri corpi. Per adesso non è stato confermato, ma qualche pianeta potrebbe orbitare attorno alla giovane stella. ALMA ha cercato delle precise “firme” di gas rilasciato proprio durante le collisioni, che però – finora – è stato rilevato solo attorno a un paio di stelle, tutte sostanzialmente più massicce del Sole. Utilizzando un modello computerizzato, sono stati rilevati – come detto – livelli molto bassi di monossido di carbonio anche attorno HD 181327.

Marino ha specificato che la scoperta è rilevante perché si tratta «della concentrazione di gas più bassa mai rilevata in una cintura di asteroidi e comete. Stiamo davvero spingendo ALMA ai suoi limiti». Più nel dettaglio, Luca Matrà ha detto: «La quantità di gas che abbiamo rilevato è paragonabile a una palla di ghiaccio di 200 chilometri di diametro, il che è impressionante considerando quanto sia lontana la stella. È incredibile che possiamo scoprire queste cose nei sistemi di pianeti extrasolari».

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