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La formica-unicorno del Cretaceo


Catturata in una goccia d’ambra, mostra un corno peloso sul capo: uno strumento predatorio che precorre quelli delle sue moderne eredi.


Un corno altamente specializzato, forse usato per cacciare.

Un unicorno meno appariscente ma non meno affascinante di quello mitologico è stato scoperto in una goccia d’ambra conservata in Myanmar: intrappolati nella resina fossile sono venuti alla luce i frammenti di una formica vissuta 99 milioni di anni fa, con un vistoso corno in cima alla testa.

L’insetto è descritto in un articolo scientifico pubblicato su Current Biology. L’appendice bulbosa, terminante con un rigonfiamento e cosparsa di minuscoli peli, doveva servire da esca per le prede. La stessa “peluria” si ritrova oggi sulle mandibole di alcune formiche predatrici: non appena qualcosa urta i peletti, il morso si serra attorno alla vittima.

Ma la formica unicorno visse molto prima che queste moderne assassine evolvessero: il suo corno da caccia è quindi molto più primitivo e insolito di quelli osservabili oggi. Le sue prede dovevano essere di grosse dimensioni: quelle troppo piccole sarebbero sfuggite facilmente alle mandibole arcuate e rivolte all’indietro dell’insetto del Cretaceo.

Le formiche stavano appena iniziando a diversificarsi, nel periodo in cui visse questa specie. Il fatto che il fossile mostri una protuberanza così curiosa indica che già all’epoca erano presenti esemplari altamente specializzati.

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