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L’anello di Einstein delle Canarie


Una dottoranda italiana ha scoperto in Spagna uno dei più simmetrici anelli di Einstein mai osservati. Il fenomeno, previsto dalla teoria della relatività, fornisce importanti indizi sulle galassie che generano l’affascinante effetto gravitazionale.

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Ecco l’immagine dell’Anello di Einstein delle Canarie. Al centro della foto possiamo vedere la sorgente della galassia (il cerchietto verdastro) che “circonda” la lente gravitazionale (la galassia rossa) quasi completamente.

Giochi di luce nello spazio. Una coppia di galassie distanti 10.000 e 6.000 milioni di anni luce sono nella posizione perfetta rispetto alla Terra per creare un effetto raro e affascinante nel cielo, il cosiddetto anello di Einstein.

 Si tratta di un particolarissimo caso di lente gravitazionale, il fenomeno previsto dalla teoria della relatività generale che avviene quando tra una sorgente luminosa e l’osservatore c’è un altro oggetto che ne devia la radiazione.

 In astronomia abbiamo un anello di Einstein quando un corpo celeste funge da lente gravitazionale tra noi e una sorgente luminosa, posta sulla stessa linea. Il risultato è una perfetta simmetria intorno alla lente, che genera una struttura circolare.

 A scoprire questo particolare caso di anello einsteiniano è stata Margherita Bettinelli, studentessa di dottorato italiana che lavora in Spagna all’Istituto di Astrofisica delle Canarie (IAC) e all’Università di La Laguna (ULL) a Tenerife.

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 La ricercatrice stava preparando la sua tesi analizzando la galassia nana dello Scultore attraverso i dati presi dalla Dark Energy Camera (DECam) del telescopio di 4 metri Victor Blanco, in Cile. A un certo punto, per puro caso, qualcosa ha attirato la sua attenzione: una galassia che sembrava letteralmente “abbracciata” da un’altra galassia.

In collaborazione con un gruppo internazionale di astrofisici, Bettinelli ha integrato le osservazioni di DECam con quelle dello spettrografo OSIRIS del Gran Telescopio CANARIAS, che ha confermato l’effetto einsteiniano.

 I risultati, pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, mostrano che l’anello è formato da due galassie che formano rispettivamente la sorgente di luce e la lente gravitazionale rispetto alla Terra.

Nell’immagine possiamo vedere che la galassia sorgente (anello verde-blu), più lontana da noi, “circonda” quasi completamente la galassia lente (puntino rosso), più vicina.

 Ribattezzato “Canarias Einstein Ring”, anello delle Canarie, questo effetto gravitazionale spaziale è uno dei più simmetrici scoperti fino a oggi. Le due galassie risultano quasi perfettamente allineate, con una separazione nel cielo di soli 0.2 secondi d’arco.

 Oltre a creare queste strutture particolarmente suggestive, gli anelli di Einstein ci danno anche preziose informazioni sulla composizione delle galassie.

 Ad esempio, nel caso dell’anello di Einstein delle Canarie i ricercatori hanno calcolato che la galassia sorgente è distante 10.000 milioni di anni luce dal nostro pianeta; ma a causa dell’espansione dell’Universo, questa distanza era inferiore quando la luce della galassia ha iniziato il suo “viaggio” verso di noi, impiegando circa 8.500 milioni di anni.

 Noi la osserviamo com’era allora: una galassia blu in evoluzione, popolata da giovani stelle che si formavano con grande rapidità.

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