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L’IMPRONTA DELL’AMMONIACA SULLE NUBI DI GIOVE


Dati provenienti dal Very Large Array in New Mexico hanno permesso di costruire la più precisa mappa radio mai ottenuta dell’atmosfera di Giove. I risultati su Science.


Nel corso dei secoli, l’uomo ha perfezionato le tecniche per rappresentare su una superficie piana città, paesi e continenti, sviluppando quella che è diventata la moderna cartografia.

 Ma passando dalla terra al cielo, disegnare mappe diventa più complicato: come rappresentare oggetti a miliardi di anni luce da noi?

 Ecco che viene in aiuto la radioastronomia, un campo relativamente nuovo della ricerca astronomica che si occupa proprio di mappare lo spazio attraverso la misura delle onde radio emesse dai corpi celesti.

 Un nuovo studio appena pubblicato su Science ha utilizzato questa tecnica per costruire una dettagliatissima “cartina” dei dintorni di un nostro vicino di casa, il più grande di tutto il Sistema Solare: Giove.

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 Si tratta della mappa radio più precisa mai tracciata dell’atmosfera del gigante gassoso, ottenuta grazie al telescopio Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) in New Mexico.

I risultati mostrano un grande movimento di gas, precisamente ammoniaca, che si sposta al di sotto delle nubi che sovrastano Giove.

 Lo studio, coordinato dall’Università di Berkeley, mostra come questa grande quantità di ammoniaca assorba parzialmente le radioemissioni termiche del pianeta.

 A partire dalla misura di questo fenomeno di assorbimento, i ricercatori sono riusciti a calcolare “a ritroso” la quantità di ammoniaca presente, fino a una profondità di 100 chilometri.

 “In pratica abbiamo creato un disegno tridimensionale del gas attorno a Giove – spiega Imke de Pater, prima firma dello studio – che ci ha rivelato i movimenti superiori e inferiori in questa turbolenta atmosfera”.

 La cartina 3D di Giove firmata VLA permette quindi di avere un quadro ancora più preciso del quinto pianeta del nostro sistema planetario, aumentando al tempo stesso il grande potere di mappatura della moderna cartografia del cielo.

 Questo studio fa da preludio alle analisi dell’atmosfera gioviana compito della sonda della NASA Juno e in particolare dello strumento italiano JIRAM, realizzato dall’INAF grazie al sostegno dell’ASI. La sonda e la sua strumentazione entrerà nell’orbita di Giove il prossimo 4 luglio e a settembre avremo i primi dati.

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