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Scoperto un vulcano ‘zombie’


Si trova in Nuova Zelanda, è vivo ma non dovrebbe esserlo.


Il magma non si accumula soltanto nel cuore dei vulcani attivi, ma anche in luoghi insospettabili, dando vita a vulcani ‘zombie’, come quello scoperto in Nuova Zelanda grazie ai dati raccolti dal radar del satellite Envisat 1, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), quando era ancora in attività. Strutture simili sono state scoperte finora in Sudamerica, nella zona centrale delle Ande, e sono chiamate “vulcani zombie” perchè danno segni di vita, ad esempio con il sollevamento del suolo, quando dovrebbero essere ‘morte’.

L’accumulo del magma non indica il rischio di un’eruzione imminente, assicurano i geologi dell’Istituto neozelandese di Science Geologiche e Nucleari (Gns), che hanno descritto il fenomeno sulla rivista Science Advances. “Senza voler spaventare nessuno, possiamo dire che è possibile che ci siano aggregati di magma disseminati sotto la crosta”, ha osservato il coordinatore della ricerca, Lower Hutt. I ricercatori hanno utilizzato i dati di Envisat, in pensione dal 2013, per studiare la zona vulcanica intorno al lago Taupo, nell’Isola del Nord della Nuova Zelanda.

E’ un’area interessante dal punto di vista geologico, che nell’ultimo milione e mezzo di anni è stata colpita da 25 enormi eruzioni. Ad attirare l’attenzione degli studiosi è stato il fatto che dopo l’eruzione più recente, del 2013, il magma sprofondava ovunque tranne che nella zona più settentrionale della Bay of Plenty.

Approfondendo le ricerche su quell’area, è emerso che lì il suolo continuava a sollevarsi fin dagli anni ’50 al ritmo di 5 millimetri l’anno. Solo intorno al 2005 il ritmo è più che raddoppiato, fino a 12 millimetri l’anno, per poi tornare a ridursi. Si calcola che a generare questa spinta dal sottosuolo siano circa 9 milioni di metri cubi di magma, ossia l’equivalente di 3.600 piscine olimpioniche, e che la roccia fusa sia raccolta in una camera magmatica a 10 chilometri di profondità.

Non è ancora chiaro, hanno osservato i geologi, se questo vulcano nascosto costituisca un rischio, ma rilevano che nella zona non è stata osservata finora un’ulteriore attività vulcanica.

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