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le nuvole degli esopianeti potrebbero “nascondere” l’acqua atmosferica


La ricerca suggerisce che le nuvole e la foschia potrebbero impedire a una quantità rilevante di acqua atmosferica di essere rilevata dai telescopi spaziali.


L’acqua atmosferica è un argomento molto delicato nello studio degli esopianeti, compresi i gioviani caldi, le cui masse sono simili a quelle di Giove, ma sono molto più vicini alla loro stella di quanto il gigante gassoso lo sia al Sole. Possono raggiungere 1.100°C, il che implica che l’acqua che ospitano potrebbe esistere sotto forma di vapore.

Gli astronomi hanno scoperto molti gioviani caldi che presentano acqua nella loro atmosfera, ma in altri sembra essere assente: gli scienziati del JPL NASA hanno voluto indagare a fondo, concentrandosi su una serie di esopianeti studiati dal telescopio Hubble. Si è così scoperto che le atmosfere di circa la metà dei pianeti erano bloccate da nubi o foschia.

Lo scopo del nostro studio era scoprire come sarebbero stati questi pianeti se fossero stati raggruppati, e capire se hanno in comune proprietà atmosferiche,” ha dichiarato Aishwarya Iyer, che ha condotto lo studio. Pubblicata sull’Astrophysical Journal, la ricerca suggerisce che le nuvole e la foschia potrebbero impedire a una quantità rilevante di acqua atmosferica di essere rilevata dai telescopi spaziali. Le stesse nuvole non sarebbero probabilmente composte d’acqua, in quanto i pianeti esaminati sono troppo caldi per generarle.

“Nuvole o nebbia sembrano essere presenti su quasi tutti i pianeti che abbiamo studiato”, ha detto Iyer. “Bisogna stare attenti a prendere le nuvole o la foschia in considerazione, altrimenti si potrebbe sottovalutare la quantità di acqua nell’atmosfera di un esopianeta di un fattore due.”

Nello studio, gli scienziati hanno esaminato 19 pianeti gioviani caldi precedentemente osservati da Hubble.

Il telescopio spaziale aveva rilevato vapore acqueo nelle atmosfere di 10 di questi pianeti, e assenza di acqua negli altri nove.  I metodi di analisi e di interpretazione variano  perché gli studi sono stati condotti separatamente da vari gruppi di scienziati. Non c’era stata un analisi generale di tutti questi pianeti.

Per confrontare i pianeti e trovare modelli plausibili, il team del JPL ha dovuto uniformare i dati: I ricercatori hanno combinato i set di dati per tutti i 19 pianeti gioviani caldi per creare uno spettro medio luce complessivo per il gruppo di pianeti. Hanno poi confrontato questi dati a modelli di atmosfere senza nubi e  a quelli con vari spessori di nubi.

Gli scienziati hanno infine stabilito che, per quasi tutti i pianeti che hanno studiato, la foschia o le nubi bloccavano  in media la metà dell’atmosfera.

“In alcuni di questi pianeti, si può vedere l’acqua far capolino con la testa sopra le nuvole o la foschia, e ci potrebbe essere ancora più acqua al di sotto”, ha detto Iyer.

“Non conosciamo ancora la natura di queste nubi o nebbie e la loro presenza su tutti questi mondi è sorprendente”, ha detto Robert Zellem, uno scienziato del JPL  co-autore dello studio.

La nuova ricerca potrebbe avere implicazioni per le future ricerche che si faranno con i futuri osservatori spaziali, come il James Webb Space Telescope della NASA.  Gli esopianeti con coperture dense di nubi che bloccano il rilevamento di acqua e altre sostanze possono essere obiettivi per uno studio più ampio.

Questi risultati sono importanti anche per capire come si formano gli esopianeti.

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