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Le origini misteriose di Phobos


Nel 1950 alcuni astronomi nell’osservare l’insolita orbita di Phobos e la sua bassa densità hanno convenuto che questo corpo celeste potrebbe essere un satellite artificiale la cui struttura interna risulterebbe inspiegabilmente vuota.

In quello stesso periodo, e precisamente nel 1958, l’astrofisico russo Iosef Sklovskij suggerì che il satellite avrebbe potuto essere costituito da un sottile strato di metallo la cui composizione risulterebbe ancora sconosciuta.

I calcoli di Sklovskij hanno dimostrato, infatti, che Phobos è senza ombra di dubbio un corpo estremamente leggero e completamente diverso dagli altri satelliti naturali. In quello stesso anno, lo scienziato suggerì che Phobos potrebbe essere una sfera cava di 16 km. di diametro costituita nella parte esterna da un sottile strato di acciaio dallo spessore di 6 cm.

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Nel febbraio del 1960, fu la volta di Fred Singer, consulente scientifico del presidente Eisenhower che sembrò voler sostenere la stessa teoria attraverso un suo articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Astronautics”.

La superficie di Phobos è costellata da una moltitudine di crateri, alcuni dei quali sono allineati longitudinalmente formando in questo modo dei reticolati tutti paralleli tra loro. Per non parlare di altre insolite strutture individuate su Phobos, tra cui il famoso monolite che sembra stagliarsi verticalmente e proiettare la propria ombra sulla sua desolata superficie aliena.

Nel suo romanzo Viaggio a Laputa (1727), lo scrittore Jonathan Swift ipotizza l’esistenza di due satelliti attorno al pianeta rosso fornendo anche alcuni dettagli sul loro periodo di rotazione e l’effettiva distanza che li separa dal debole campo gravitazionale di Marte.

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Incuriositi da questi antichi scritti, molti astronomi hanno cercato senza successo di rilevare le due lune marziane. Tra questi vi sono: Heinrich Louis d’Arrest nel 1862 e il 1864 William Herschel nel 1783, e Edward S. Holden nel 1875. Nel corso di queste ricerche Asaph Hall giunse alla conclusione che che il satellite non avrebbe dovuto trovarsi in quell’orbita.

Come spiegare gli improvvisi guasti delle sonde marziane Phobos 1 e Phobos 2 e la loro inspiegabile scomparsa?

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Le ultime fotografie a infrarossi ottenute da una delle sonde russe sembravano mostrare un misterioso oggetto che a rigor di logica non doveva essere lì. È stato anche suggerito che gli extraterrestri avrebbero interrotto prematuramente la missione, perché non volevano che la sonda russa si avvicinasse troppo alla superficie marziana. Il satellite Phobos, ammesso che fosse veramente una base extraterrestre, che ruolo avrebbe avuto nella misteriosa scomparsa dei rover russi?

Se così fosse, perché il rover Curiosity della NASA continua a girovagare indisturbato su Marte assolvendo regolarmente alla sua missione di ricognizione?

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