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Stelle ‘teenager’ per la Via Lattea


La prevalenza di giovani astri nel cuore della galassia al centro delle simulazioni realizzate dal Georgia Institute of Technology. La ricerca pubblicata su The Astrophyisical Journal.


Ferve di gioventù il nucleo della Via Lattea in cui ad abbondare sono stelle di recente formazione, mentre quelle più âgé sono scarsamente rappresentate. Questo è l’aspetto con cui si mostra la nostra galassia sotto la lente dei telescopi e che ha suscitato l’interesse degli studiosi.

Secondo un’ipotesi formulata nel 2014, i resti di antiche stelle giganti rosse sono comunque presenti nella Via Lattea, ma non sono sufficientemente luminosi per essere captati dagli strumenti di osservazione.

Comprendere quale processo possa aver coinvolto gli astri più vecchi è stato il fulcro di una ricerca condotta dal Georgia Institute of Technology di Atlanta tramite simulazioni informatiche. “Can Star-Disk Collisions Explain the Missing Red Giants Problem in the Galactic Center” è il titolo del paper pubblicato lo scorso 1° giugno sulla rivista scientifica The Astrophysical Journal.

Grazie alle simulazioni, il team di ricerca del Georgia Tech ha esplorato l’eventualità che le giganti rosse si siano affievolite milioni di anni fa, dopo essere state private del 10% della loro massa. Questo fenomeno sarebbe avvenuto nel corso di ripetute collisioni con un disco di accrescimento situato al centro della galassia. L’esistenza di giovani stelle nella stessa area, inoltre, è indicativa della presenza di un tale disco da cui si ritiene potrebbero aver avuto origine in tempi più recenti – sempre nell’ordine dei milioni di anni.

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Rappresentazione artistica della Via Lattea

Gli astrofisici, pertanto, hanno prima di tutto creato modelli di giganti rosse simili a quelle di cui è stata ipotizzata la presenza di resti nella Via Lattea, vale a dire stelle con un’età che supera il miliardo di anni e dotate di una massa dieci volte più grande rispetto al Sole.

Successivamente questi modelli sono stati inseriti in una versione computerizzata di una galleria del vento per simulare le collisioni con il disco gassoso che un tempo doveva occupare una vasta area al centro della galassia (a destra, un fotogramma della simulazione – credits: Georgia Tech).

Durante i test sono stati variati alcuni parametri, come velocità orbitale e densità del disco, per individuare al meglio le condizioni che avrebbero potuto causare l’affievolimento delle giganti rosse.

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Le simulazioni suggeriscono che le stelle antiche potrebbero aver perso una significativa parte della loro massa solo in presenza di un disco talmente denso e massiccio da essere anche ridotto in frammenti dalla forza di gravità. La nuova generazione di astri sarebbe derivata dai grumi massicci creatisi dopo il processo di frammentazione.

Ogni gigante rossa, quindi, avrebbe effettuato il suo percorso attraverso il disco fino ad una dozzina di volte, impiegando anche settimane per compiere un singolo passaggio. Il fenomeno sarebbe avvenuto in un arco di tempo compreso tra 4 e 8 milioni di anni fa, la stessa età delle giovani stelle osservate attualmente al centro della Via Lattea.

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