Salvataggio in Antartide, un incidente l’ipotesi più probabile


Un incidente è al momento l’ipotesi più probabile del problema che ha reso necessaria la missione di salvataggio in Antartide, nella base americana Amundsen Scott, nel periodo più difficile e rischio dell’inverno, con temperature proibitive, venti forti e buio. Non si può comunque escludere nemmeno un problema di tipo psicologico.
L’organizzazione statunitense che gestisce la base Usa, la National Science Foundation (Nsf), mantiene il più assoluto riserbo sulla natura del problema che sembra riguardare almeno due membri del personale logistico. E’ possibile quindi solo formulare delle ipotesi, sulla base delle conoscenze e dell’esperienza dei medici in servizio nelle basi antartiche.
”Prima di partire per una missione in Antartide, tutto il personale viene sottoposto a un controllo molto rigoroso e nessuno può partire se emergono problemi fisici oi psicologici”, ha detto all’ANSA Antonietta Ravesan, chirurgo in servizio nella base italo-francese Concordia nell’inverno 2014-2015 e oggi in servizio nell’ospedale di Adria (Rovigo). I controlli dei quali parla sono quelli previsti dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) gestito da Enea e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e analoghi a quelli previsti nelle altre basi del continente bianco.
“Per richiedere una missione di soccorso in pieno inverno, deve essere accaduto un problema di gravità estrema”, ha rilevato. Scartata l’ipotesi di un’infezione (“i germi non possono sopravvivere a temperature così basse”) e quella di una grave intossicazione, che si può comunque risolvere nella base, l’unico problema grave che possa aver coinvolto almeno due persone è un incidente, come un trauma che ha provocato una frattura importante, o forse un’ustione grave. Non si può escludere, infine, nemmeno la possibilità di un problema psicologico, considerando le dure condizioni di isolamento nelle quali si vive in una base antartica durante l’inverno.

Nel frattempo l’ultimo aggiornamento dalla base Amundsen Scott segnala che potrebbe essere composto da otto persone l’equipaggio a bordo dei due aerei Twin Otter impegnati nella missione di salvataggio di almeno due persone nella base americana Amundsen Scott. Voci non confermate parlano di una terza persona, mentre dal sito della base statunitense gestita dalla National Science Foundation l’ultimo aggiornamento segnala che a bordo di ciascuno dei due aerei si trovano “due piloti, un meccanico e un medico”.
Entrambi i Twin Otter sono arrivati il 20 giugno dall’aeroporto cileno di Punta Arenas nella base britannica Rothera, nella Penisola Antartica. Uno dei due Twin Otter ha lasciato la base Rothera alle 14,00 italiane per un volo di 11 ore diretto alla base Amundsen Scott. L’aereo ha approfittato di una finestra di tempo favorevole per lasciare la base britannica e l’arrivo nella base Usa è avvenuto dopo 11 ore di viaggio. Lo ha detto all’ANSA Peter West, portavoce della National Science Foundation (Nsf), che gestisce la base Amundsen Scott. L’altro aereo Twin Otter è rimasto invece a Rothera, come supporto.
Le due persone da soccorrere sono impiegati stagionali dell’azienda Lockheed Martin, impegnati in compiti di logistica. Una base in Antartide è come una piccola città, dove servono cuochi, idraulici, elettricisti, e chi sappia gestire i rifiuti solidi urbani. Durante l’inverno il personale delle basi viene ridotto all’osso, ma almeno per la metà è costituito da chi si occupa di logistica. Gli incidenti che possono accadere sono di qualsiasi tipo, dalla caduta all’esplosione, allo scoppio di un pneumatico.

Generalmente sono i medici che lavorano in una base antartica ad accompagnare i pazienti a bordo dell’aereo durante le operazioni di soccorso condotte in estate, ma in inverno il medico non può lasciare la base perchè sarebbe molto difficile riportarlo indietro. Chi viaggia sul Twin Otter deve quindi essere un medico di pronto soccorso, capace di stabilizzare il paziente e superare le criticità che possono sorgere durante il viaggio, finchè non si arriva in ospedale.

Sorgente: Salvataggio in Antartide, un incidente l’ipotesi più probabile – Terra e Poli – Scienza&Tecnica – ANSA.it