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In una roccia le origini di Mercurio


Sotto la lente degli studiosi il passato del pianeta e la sua composizione che potrebbe annoverare un raro tipo di condrite. La ricerca pubblicata su Earth and Planetary Science Letters.


 

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Una sfera incandescente di materiale fuso, raffreddatasi bruscamente all’interno, e un raro tipo di meteorite che sarebbe all’origine della sua composizione: sono questi gli elementi chiave di uno studio sulla storia evolutiva di Mercurio, realizzato da un team internazionale di ricercatori di cui fanno parte anche i geologi del Massachusetts Institute of Technology.

Lo studio, intitolato “Melting processes and mantle sources of lavas on Mercury”, è stato recentemente pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Science Letters.

Basandosi sul processo di raffreddamento, avvenuto tra 4,2 e 3,7 miliardi di anni fa, e sulla natura dei depositi di lava presenti in superficie, gli studiosi hanno determinato che il primo pianeta del Sistema Solare dovrebbe essere presumibilmente costituito da enstatite condrite, una tipologia di meteorite estremamente rara tra le condriti che cadono sulla Terra.

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Di fondamentale importanza, nello sviluppo della ricerca, sono stati i dati raccolti da MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging), la sonda della NASA progettata per studiare le caratteristiche e l’ambiente del pianeta che porta il nome del messaggero degli dei.  Tra il 2011 e il 2015, la sonda ha immortalato i depositi di lava che ricoprono il corpo celeste e ha misurato i livelli di radiazione X della sua superficie.

Sono stati oltre 5mila i depositi di lava di cui è stato possibile determinare la composizione chimica e, in base a questi dati e a esperimenti in laboratorio che hanno simulato le dinamiche geologiche di Mercurio, il team di ricercatori ha riscontrato una possibile correlazione con l’enstatite condrite, ritenuto il materiale da cui il pianeta avrebbe avuto origine.

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Durante i test, inoltre, è emerso che le rocce più antiche si sono fuse ad una maggiore profondità e a temperature più elevate, mentre quelle più giovani si sono liquefatte a temperature minori e più in superficie.

Questo dato sarebbe indicativo della brusca variazione di temperatura che ha caratterizzato il passato di Mercurio.

Anche se numerosi interrogativi rimangono aperti a causa della mancanza di campioni della superficie del pianeta, gli studi su Mercurio sono di grande importanza per approfondire i processi di formazione ed evoluzione del Sistema Solare interno e quindi anche della Terra.

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