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Le aurore di Giove viste da Hubble


Hubble cattura l’immagine di un’aurora di Giove molto più grande della Terra.


Non è la prima volta che osserviamo le aurore su Giove, ma l’ultima foto ripresa dal telescopio Hubble è decisamente notevole, e sopratutto arriva con un tempismo perfetto, a pochi giorni dall’arrivo della sonda Juno nell’orbita del gigante gassoso.

 Sulla Terra, le aurore si formano nella luce visibile per interazione del vento solare con l’atmosfera terrestre. Su Giove le dinamiche sono un po’ diverse. L’origine delle aurore gioviane (visibili solo nei raggi X e nell’ultravioletto) è ancora da chiarire. Secondo gli astronomi sono generate dall’interazione tra il campo magnetico di Giove e quello delle sue tre lune, visibili anche nell’immagine. Durante le tempeste solari queste interazioni si intensificano, producendo questi spettacolari fenomeni.

Le particelle cariche comprimono la magnetosfera di Giove, spostandone il limite anche di due milioni di chilometri; questo tipo di interazione scatena emissioni ai raggi X particolarmente potenti che coprono un’area più estesa della superficie terrestre, come nel caso di questa foto di Hubble che si può ammirare qui sotto in tutta la sua interezza.

Fenomeni simili alle aurore sono stati osservati dalla sonda Galileo sulle lune stesse del pianeta, in particolare su Io. Sarebbero generate dalle interazioni tra particelle cariche e l’atmosfera del satellite.

Le aurore di Giove sono state scoperte da Voyager 1 nel 1979 e vengono regolarmente osservate da Hubble. Ma con l’arrivo di Juno avremo la possibilità di studiarle con maggiore dettaglio. Grazie all’orbita polare, la sonda della Nasa passerà sopra ai poli di Giove ogni 14 giorni.

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E proprio le aurore gioviane saranno l’obiettivo scientifico principale di JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper), lo strumento italiano che vola a bordo di Juno.

 Alessandro Mura, ricercatore dell’INAF-IAPS di Roma e Deputy Principal Investigator dello strumento JIRAM, ha spiegato a Media Inaf: «Le aurore di Giove sono, in effetti, l’obiettivo scientifico principale dello strumento JIRAM a bordo di Juno.

Da JIRAM aspettiamo, con grande trepidazione, di ottenere immagini con un dettaglio e una valenza scientifica persino maggiore. Hubble può osservare, infatti, le regioni polari solo con un angolo molto elevato e soltanto quando l’aurora di mostra verso di esso.

JIRAM, invece, grazie all’orbita polare di Juno, potrà osservare le aurore dall’alto, permettendo in questo modo una migliore ricostruzione della loro morfologia (incluso il loro profilo verticale), del flusso e dell’energia degli elettroni magnetosferici che, precipitando, le generano».

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