Il metodo del “paleotermometro” svela l’affascinante mistero dell’estinzione dei Dinosauri


 

Una nuova teoria utilizza un metodo chiamato paleotermometro per ricostruire la causa dell’estinzione di massa del Cretaceo a partire dalle temperature dell’oceano Antartico. I risultati su su Nature Communications

Sono molti i casi ancora insoluti sull’evoluzione del nostro pianeta, ma questo è forse il mistero che più ci affascina sin da bambini: come si sono estinti i dinosauri? Che cosa ha ucciso i mastodontici re del Cretaceo, circa 66 milioni di anni fa?

Fino ad oggi si sono susseguite diverse teorie, che hanno passato in rassegna i possibili colpevoli. L’ipotesi più accreditata è quella del terribile impatto di un asteroide, che avrebbe bruscamente alterato il clima della Terra provocando l’estinzione di massa.
Ma c’è anche chi parla di una progressiva riduzione della biodiversità che avrebbe messo in crisi interi ecosistemi a partire dai grandi erbivori (le prede, quindi) arrivano fino all’inizio della catena alimentare.
Ancora, secondo altri studiosi un’intensa attività vulcanica avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’estinzione di gran parte delle specie viventi, tra cui i dinosauri.
Adesso un nuovo studio pubblicato su Nature Communications fornisce un’interpretazione ottenuta con un metodo del tutto innovativo. I ricercatori hanno ricostruito le temperature dell’oceano Antartico nel periodo dell’estinzione di massa, concludendo che la morte dei dinosauri fu dovuta all’effetto combinato dell’asteroide e delle eruzioni vulcaniche.

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In che modo un’antica pagina della storia del nostro pianeta si può ricavare dallo studio dell’acqua? La risposta sta in un metodo chiamato paleotermometro degli isotopi aggregati (carbonate clumped isotope paleothermometer), che analizza la composizione chimica dei fossili per ricostruire le antiche temperature oceaniche.
È così che gli scienziati hanno individuato due picchi di riscaldamento, coincidenti con i due momenti di estinzione precedentemente documentati alla fine del Periodo Cretaceo. Il primo picco corrisponderebbe a una violenta eruzione vulcanica in India: il secondo all’impatto di un asteroide, avvenuto circa 150.000 anni dopo nella penisola messicana dello Yucatan.
Il metodo del paleotermometro ha permesso di misurare in modo preciso questo scarto di temperatura, che corrisponderebbe a circa 14 gradi Fahrenheit.
“La misura della temperatura – dice Sierra Petersen dell’Università di Michigan e prima firma dello studio – ci fornisce un link diretto tra il vulcanesimo, l’impatto dell’asteroide e le ondate di estinzione dei dinosauri: questo link è il cambiamento climatico”.

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