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Possibili scenari prebiotici su Titano


L’ambiente della più grande luna di Saturno potrebbe essere favorevole allo sviluppo della vita. Il profilo chimico di Titano al centro di uno studio pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences.


E’ l’unico luogo del Sistema Solare, se si eccettua la Terra, dove cade la pioggia e le sue caratteristiche chimiche lo potrebbero rendere adatto ad accogliere composti chimici precursori della vita: stiamo parlando di Titano, il più tra grande tra i 62 satelliti naturali che costituiscono la numerosa ‘famiglia’ del sistema di Saturno.

Il corpo celeste, più ampio anche del pianeta Mercurio, è contraddistinto dalla presenza di metano che forma persino laghi e oceani e ricade sotto forma di precipitazioni, dando vita ad un ciclo che ricorda quello dell’acqua sulla Terra.

Il ‘quadro’ chimico di Titano ha particolarmente suscitato l’interesse degli studiosi, che hanno visto in questa luna di Saturno un laboratorio naturale per esplorare la esistenza di potenziali molecole prebiotiche, anche in un ambiente estremamente freddo dove non è presente acqua allo stato liquido.

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E’ questo il fulcro dello studio “Polymorphism and electronic structure of polyimine and its potential significance for prebiotic chemistry on Titan”, curato da un team scientifico della Cornell University di Ithaca (New York) e recentemente pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences.

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sul cianuro di idrogeno (HCN), una sostanza chimica ritenuta cruciale nel processo di sviluppo della vita sulla Terra e all’origine degli aminoacidi e degli acidi nucleici. La presenza di HCN nell’atmosfera di Titano è stata individuata grazie ad una serie di dati raccolti dalla sonda NASAESAASI Cassini.

In base a test di laboratorio si è notato che le molecole di HCN spesso si uniscono per formare un polimero noto come ‘polimina’ (pl), le cui proprietà – secondo i modelli quantistici utilizzati dal team di ricerca – potrebbero supportare forme di chimica prebiotica anche su un mondo come Titano, caratterizzato da temperature estremamente basse.

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La polimina è in grado di assorbire un ampio spettro luminoso, comprese le lunghezze d’onda che possono attraversare l’atmosfera nebbiosa di Titano, e ha una natura piuttosto duttile che le consente di assumere svariate conformazioni. Alcune di queste strutture, secondo i ricercatori, potrebbero fungere da catalizzatore per accelerare reazioni chimiche prebiotiche.

La presenza di questo polimero su Titano è stata solo ipotizzata, a causa delle difficoltà di individuazione dovute alla spessa caligine che avvolge il corpo celeste. Tuttavia, gli autori della ricerca ritengono che questo filone di indagine possa schiudere nuove prospettive per future missioni su Titano, mirate ad approfondire i processi che portano alle fondamenta della vita.

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