Chi spegne le galassie?


Un team di ricerca guidato dall’Università della California ha ipotizzato che le galassie interrompano la loro produzione stellare a causa di una combinazione di processi galattici esterni e interni. I risultati su Astrophysical Journal.


Ellittiche, a spirale o irregolari, nane o giganti, rosse o blu: ecco le principali voci del menu galattico che possiamo trovare nell’Universo.

 Una classificazione che tiene conto prevalentemente della morfologia delle galassie, grazie a quella che è stata chiamata sequenza di Hubble e che dagli anni ’20 è lo strumento standard per catalogare rapidamente questi affascinanti e complessi oggetti celesti.

 Tra tutte le caratteristiche galattiche, una delle più importanti è forse il colore: blu indica galassia attiva, rosso sta invece per passiva. Questo significa che le galassie blu stanno ancora producendo attivamente stelle, mentre quelle rosse hanno chiuso la loro “fabbrica stellare”.

 Ma quali sono i processi responsabili di questi due diversi destini galattici? Quando e perché una galassia si “spegne” e smette di far nascere nuove stelle?

 Si tratta di domande ancora senza risposta, in quella che è una delle principali questioni irrisolte dello studio dell’evoluzione galattica.

Ma ora un gruppo di astronomi guidati dall’Università della California potrebbe aver trovato la chiave per risolvere il mistero.

 I ricercatori hanno analizzato un campione di circa 70.000 galassie a partire dai dati di COSMOS UltraVISTA, catalogo che ricostruisce le distanze galattiche negli ultimi 11 miliardi di anni.

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 I risultati, pubblicati su Astrophysical Journal, mostrano una distinzione fondamentali tra processi esterni e processi interni che influenzano l’attività di produzione stellare nelle galassie.

 I meccanismi esterni comprendono il “trascinamento” di una galassia verso un più grande ammasso di galassie; oppure gli incontri gravitazionali con altre strutture galattiche e i loro densi ambienti circostanti, che ne strappano via del materiale stellare; o ancora, l’esaurimento delle riserve di gas freddi che alimentano le galassie e che sono essenziali per la produzione di nuove stelle.

 Per quanto riguarda i meccanismi interni, essi comprendono prevalentemente i buchi neri che divorano il materiale stellare direttamente dal cuore delle galassie; ma anche i cosiddetti “venti stellari”, flussi di gas elettricamente neutro o elettricamente carico emessi dall’atmosfera superiore di una stella, che “soffiano” via materiale dalla galassia ospite.

 Il team di ricerca ha passato in rassegna tutti questi fattori, potenziali “colpevoli” dello spegnimento delle galassie rosse. Mostrando che i processi esterni contribuiscono all’arresto della produzione stellare “soltanto” negli ultimi 8 miliardi di anni; prima di questo tempo, ovvero dalla nascita dell’Universo in poi, i meccanismi più rilevanti sono quelli interni.

 Questa analisi fornisce un’interessante interpretazione dei fenomeni che dominano l’evoluzione delle galassie nei diversi momenti cosmici. Resta ancora da individuare i singoli processi fisici responsabili del progressivo buio che sta investendo alcune delle galassie del nostro Universo.

Fonte

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