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Nuova ipotesi sul misterioso “segnale Wow”: potrebbe essere una cometa l’origine del segnale


Nel 1977 un radiotelescopio Usa captò un misterioso messaggio dallo spazio che qualcuno attribuì agli alieni. Ora l’astrofisico Antonio Paris suggerisce una spiegazione alternativa: fu il passaggio di un corpo celeste.


E’ IL 15 agosto 1977. Il telescopio Big Ear, della Ohio State University, sta scandagliando il cielo, come di consueto, alla ricerca di segnali provenienti dallo Spazio profondo e inviati da eventuali intelligenze extraterrestri. Ai comandi dello strumento c’è l’astronomo Jerry Ehman: alle 22:16, le orecchie del telescopio captano un segnale inatteso, della durata di 72 secondi, composto dalla sequenza « 6EQUJ5». Ciascun carattere, compreso lo spazio iniziale, indica l’intensità del segnale: mai prima d’ora le grandi orecchie del telescopio avevano ricevuto un segnale simile. Tanta è la sorpresa che Ehman cerchia il segnale sul listato commentandolo con l’esclamazione «Wow!».

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Sono passati quasi quarant’anni. E ancora oggi l’origine del segnale non ha una spiegazione chiara. L’ipotesi più suggestiva, secondo la quale la sequenza sarebbe stata inviata da una civiltà aliena desiderosa di comunicare con il genere umano, non ha finora avuto alcun riscontro, soprattutto perché tutte le ricerche successive, svolte con l’obiettivo di individuare un’eventuale ricorrenza o ripetizione del segnale, hanno dato esito negativo. Se sono stati davvero gli alieni a urlare verso di noi, insomma, è probabile che non lo abbiano fatto abbastanza forte e chiaro da essere compresi.

Da qualche tempo, tuttavia, ha iniziato a farsi strada un’altra possibile spiegazione. Che, pur escludendo qualsiasi intervento alieno, è altrettanto interessante, almeno dal punto di vista scientifico. A proporla è stato Antonio Paris, astrofisico del St. Petersburg College ed ex analista del Dipartimento della Difesa statunitense: “Ho un background investigativo, quindi ho cominciato a studiare il ‘segnale Wow!’ come se fossi di fronte alla scena di un delitto”, ha detto Paris al Guardian. “È un caso ormai vecchio, quindi ho iniziato cercando nei database astronomici per trovare indizi relativi a quella particolare scena del delitto”.

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 Spulciando spulciando, effettivamente, Paris ha trovato qualcosa di interessante. In particolare, l’astrofisico ha notato che due comete, 266P/Christensen e 335P/Gibbs, scoperte rispettivamente nel 2006 e nel 2008, erano transitate nello stesso quadrante della costellazione del Sagittario, lo stesso da cui proveniva il segnale Wow!. Si tratta di una coincidenza particolarmente interessante, perché le comete, di solito, sono circondate da enormi nubi di idrogeno. Idrogeno che, quando assorbe l’energia solare, emette radiazioni alla frequenza di 1420 MHz, la stessa del segnale captato da Ehman.

 Per verificare l’ipotesi, comunque, c’è solo da aspettare. Il 25 gennaio 2017 e il 7 gennaio 2018, rispettivamente, le comete 266P e 335P passeranno nuovamente nel quadrante del Sagittario, e Paris – che ha già pubblicato un articolo con i dettagli della sua intuizione – si sta preparano a mettersi in ascolto di un’eventuale ricorrenza del misterioso segnale. Per farlo, ha lanciato una campagna di crowdfunding con l’obiettivo di raccogliere i 13mila dollari necessari all’acquisto di un radiotelescopio per l’osservazione, dato che quelli già esistenti sono già programmati per altre attività. Buona fortuna.

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