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Cambia il clima, cambia la distribuzione delle nubi


L’analisi dei dati raccolti da satelliti tra gli anni ottanta e gli anni duemila conferma il cambiamento della distribuzione globale delle nubi prevista dai modelli del cambiamento climatico. In particolare, i dati mostrano che le vie lungo cui si spostano le perturbazioni temporalesche si sono gradualmente spostate verso i poli.


Le nubi sono un elemento fondamentale per il bilancio energetico della Terra, poiché riflettono la radiazione solare nello spazio e limitano l’emissione di radiazione termica da parte del pianeta. Tuttavia sono anche l’elemento più incerto negli attuali modelli del cambiamento climatico, a causa di una fondamentale discordanza tra modelli e dati osservativi sui cambiamenti che hanno interessato le nubi negli ultimi decenni di aumento globale delle temperature medie.

Questo è dovuto un gran parte al fatto che i sistemi osservativi, originariamente progettati per monitorare il tempo meteorologico, non erano stabili a sufficienza per rilevare i cambiamenti delle nubi nell’arco di molti anni.

In uno studio su “Nature” Joel Norris dell’Università della California a San Diego e colleghi hanno analizzato diverse registrazioni satellitari, dimostrando che ampie variazioni negli schemi nuvolosi tra gli anni ottanta e gli anni duemila sono paragonabili a quelli prodotti dalle simulazioni al computer del clima sottoposto, in anni recenti, a forcing radiativo.

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Con questo termine s’intende la differenza netta tra la radiazione entrante e quella uscente dall’atmosfera terrestre: come convenzione si considerare positivo il forcing radiativo quando è maggiore l’energia entrante, caso in cui il risultato di un riscaldamento del pianeta, e negativo quando è maggiore quella uscente, che dà come effetto un raffreddamento del pianeta.

Gli schemi di cambiamenti nuvolosi osservati e simulati sono coerenti con uno spostamento verso i poli delle storm track, le “piste” seguite dalle perturbazioni temporalesche al di sopra dei mari e degli oceani, spinte dai venti prevalenti. Questo fenomeno è accompagnato dall’espansione delle zone secche subtropicali e, a tutte le latitudini, dall’incremento della quota della copertura nuvolosa più elevata.

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I fattori che hanno determinato questi cambiamenti sembrano essere l’aumento delle concentrazioni di gas serra e una diminuzione del raffreddamento radiativo vulcanico, ovvero causato dalle eruzioni di vulcani, che immettono in atmosfera particelle di aerosol in grado di riflettere indietro nello spazio la radiazione solare.

I risultati dimostrano in modo definitivo che si stanno verificando i cambiamenti negli schemi delle nubi previsti dai modelli di cambiamento climatico.

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