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Osservato un vortice di materia intorno a un buco nero


Dopo una ‘caccia’ durata 30 anni è stato finalmente osservato un vortice di materia intorno a un buco nero, grazie alla collaborazione fra il telescopio spaziale Xmm-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e la missione Nustar della Nasa. Adesso diventa possibile ottenere una mappa del comportamento della materia nelle vicinanze dei buchi neri e mettere alla prova la teoria della relatività generale di Einstein.

 Prima di precipitare nel buco nero, la materia si riscalda, raggiungendo temperature di milioni di gradi e brillando ai raggi X. Questi bagliori inoltre subiscono delle oscillazioni che seguono un modello preciso: inizialmente il bagliore è messo con una intermittenza di circa 10 secondi. Con il passare delle settimane il periodo si accorcia fino a quando vengono emessi 10 bagliori al secondo. Poi, il fenomeno, che è stato chiamato Oscillazione quasi periodica (QPO), si ferma improvvisamente.

 Ora, osservando il buco nero H 1743-322 è stato scoperto che l’oscillazione è dovuta a un effetto gravitazionale previsto dalla relatività generale di Einstein: e cioè al vortice gravitazionale che si forma intorno al buco nero. ”E’ un po’ come torcere un cucchiaio nel miele. Immaginate che il miele sia lo spazio e la torsione del cucchiaio trascini con sé il miele” ha rilevato ha detto Adam Ingram, dell’università di Amsterdam, che fa parte del gruppo che ha analizzato i dati.

 Secondo i ricercatori in prossimità del buco nero, il disco di materia si gonfia in un plasma caldo che rilascia i raggi X e che diventa sempre più sottile nel corso delle settimane perché viene ‘mangiato’ dal buco nero.

Analizzando i dati dei due telescopi, è stato scoperto che i raggi X emessi dal plasma colpiscono la materia nel disco più esterno con un ritmo preciso che dipende dalla rotazione del disco, dalla torsione subita dal plasma dal vortice che si forma intorno al buco nero, e dalle dimensioni del flusso di plasma.

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