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Gestire disastri naturali con lo smartphone: ecco I-REACT 


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In caso di calamità come incendi, allagamenti e ondate di calore l’aspetto più importante, e anche il più difficile per la sicurezza di persone e cose, è rendersi conto per tempo del loro imminente arrivo. L’idea messa a punto dal consorzio I-REACT, coordinato dall’Istituto Superiore Mario Boella (ISMB) di Torino e a cui partecipa fra gli oltre 20 membri anche la Fondazione Bruno Kessler di Trento, è quella di realizzare una piattaforma che riesca da un lato a raccogliere in tempo reale tutte le informazioni che possono significare l’arrivo di alluvioni, incendi e colpi di calore, e dall’altro a informare per tempo e a coinvolgere nell’intervento la popolazione su queste situazioni di rischio. Un progetto che conta su un finanziamento europeo di 6.6 milioni di euro da qui al 2019.

MAPPARE IL RISCHIO ALLUVIONI CON I BIG DATA
L’acronimo I-REACT sta per “Improving Resilience through Advanced Cyber Technologies”, ovvero potenziare la resilienza dei cittadini di un certo territorio – cioè la loro capacità di far fronte a situazioni avverse – attraverso l’impiego di tecnologie innovative di intelligenza artificiale. “La tecnologia ci permetterà di implementare mappe predittive di rischio – spiega Cesare Furlanello, coordinatore del progetto presso la Fondazione Bruno Kessler – grazie ai dati provenienti da una serie di sensori su reti satellitari europee, oltre che dalle centraline sparse sul territorio.” Una volta raccolti i dati, la piattaforma li analizzerà, determinando il livello di rischio di uno specifico territorio di essere soggetto ad alluvioni o incendi. “Si tratta di mappe predittive – prosegue Furlanello – che grazie a specifici algoritmi produrranno prima un valore di ‘hazard’, cioè di rischio potenziale, poi di vulnerabilità e infine di rischio reale per la popolazione.”
In questo momento è in atto una sperimentazione di “nowcasting” (previsione a breve termine, cioè entro le tre ore) con MeteoTrentino, basata sul radar meteorologico del Monte Macaion, che copre l’intera regione Trentino-Alto Adige. “Il nowcasting ed in generale le mappe predittive permetteranno applicazioni importanti sia per gli eventi estremi che per la sostenibilità in agricoltura” spiega Furlanello. “Spesso ci ritroviamo a sprecare un’enorme quantità di risorse idriche e fitosanitarie che potrebbero essere ottimizzate; e per far fronte a eventuali episodi avversi come appunto incendi o alluvioni, sarà possibile tenere monitorata la situazione e osservare per tempo le prime avvisaglie, per intervenire e ridurre le conseguenze”.

UN’APP PER POTENZIARE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI
I dati non arriveranno solo dai satelliti, ma anche dai cittadini, tramite un’applicazione dedicata per smartphone, che raccoglierà i dati provenienti da social media come Instagram o Twitter, che riguardano eventuali segnali di rischio potenziale. Inoltre, i report degli operatori della protezione civile saranno dotati di dispositivi indossabili (come occhiali e braccialetti) collegati alla Rete.
La app sfrutterà quello che viene definito in gergo web sentiment, cioè l’analisi dei dati che provengono dalle interazioni spontanee degli utenti sui social network, che sempre di più costituiscono un modo attraverso cui monitorare l’interesse delle persone su un certo argomento e misurarne dunque la portata. “Prendiamo l’esempio di un filmato di un fiume che scorre in una determinata zona” conclude Furlanello. “Questi video creati dagli utenti possono aiutarci a determinare la velocità del fiume in determinate ore della giornata e individuare un eventuale ingrossamento. L’idea alla base del progetto è quindi di moltiplicare i punti di misura: i cittadini, scaricando la nostra app, diventeranno così i nostri occhi e le nostre orecchie, permettendoci in caso di bisogno di arrivare prima e meglio al problema.”

 

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