esopianeti_1

La doppia faccia dell’esopianeta


Il sistema di raffreddamento provocato dall’interazione tra la superficie e l’atmosfera potrebbe favorire lo sviluppo in pianeti extrasolari in orbita a Nane di classe M e con la stessa faccia rivolta alla sua stella madre.


Esopianeta climatizzato a doppia faccia cercasi per possibile vita. E’ quanto emerge dallo studio, realizzato da un team di astronomi dell’Università belga di Ku Leuven, che ha elaborato una serie di modelli matematici per tracciare il profilo di nuovi mondi rocciosi potenzialmente abitabili. Non già quelli simili alla Terra, ma quelli orbitanti stelle nane di classe M, le più numerose, e che mostrano sempre la stessa faccia al proprio Sole, divisi a metà tra giorno e notte.

 Nella loro marcia orbitale dunque, tali mondi rocciosi rivolgono alle rispettive stelle-madri sempre la medesima faccia, con il risultato che il versante illuminato sarà sempre troppo caldo e quello buio troppo freddo per ospitare la vita. Tuttavia secondo gli studiosi, proprio il versante “diurno” potrebbe riservare sorprese: grazie alle correnti di aria fredda, generate dall’interazione tra superficie ed atmosfera e all’attrito del suolo, le temperature del lato-giorno potrebbero essere mitigate, sviluppando un clima più adatto, che sommato alla giusta atmosfera potrebbe essere in grado di offrire condizioni per lo sviluppo della vita.

 L’aria calda della parte giorno, risalendo finirebbe nella parte notte che a sua volta, in un movimento convettivo, sposterebbe aria fredda verso la parte giorno. Questo processo potrebbe influenzare in maniera determinante la temperatura superficiale del pianeta, rendendolo quindi abitabile.

 Ovviamente l’ipotesi si è avvalsa di parecchi computer e relativi modelli, ma non sempre sono validi: nel caso dell’equatore, ad esempio, in molti di questi pianeti rocciosi, forti correnti d’aria negli strati superiori dell’atmosfera interferiscono con la circolazione di aria calda al lato notte. Il sistema di ‘condizionamento’ smette di funzionare, e il pianeta diventa inabitabile perché le temperature sono troppo estreme.

Fonte