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Fredde notti marziane


I dati rilevati dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) dimostrano che le temperature notturne su Marte scendono abbastanza da favorire la formazione di un sottilissimo strato di anidride carbonica ghiacciata su tutto il pianeta, comprese le zone equatoriali.


Il fenomeno è simile a quello che avviene in inverno sulle calotte polari ma in questo caso è esteso a tutte le latitudini dove, però, il ghiaccio evapora alla mattina lasciando la zona zona ricoperta di polvere.

La temperatura diventa così bassa che l’atmosfera congela sulla superficie“, ha detto Sylvain Piqueux del Jet Propulsion Laboratory della NASA, autore dello studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research: Planets.

Una volta raggiunta, la temperatura non scende ulteriormente ma si accumula il ghiaccio. Quindi anche ai poli non fa più freddo di quanto non ne faccia durante la notte alle altre latitudini“.

Secondo la ricerca, basata sui dati rilevati dal Mars Climate Sounder a bordo di MRO, in almeno tre regioni di Marte alle medie e basse latitudini, Tharsis, Arabia e Elysium, le temperature notturne scenderebbero al punto giusto da ottenere un velo di ghiaccio di anidride carbonica che ricopre la superficie per tutto l’anno o quasi.

Queste stesse regioni che sono più fredde di notte sono anche più calde durante il giorno. Ha a che fare con la natura del materiale che le ricopre che è così soffice“, ha spiegato Piqueux. “Pensate a quando siete in spiaggia in un pomeriggio d’estate e camminando sulla sabbia fine che quasi brucia i piedi: in superficie è molto calda ma subito sotto lo è molto di meno e se invece toccate un sasso brucia molto meno [della sabbia]. Di notte è il contrario: la superficie della sabbia si raffredda molto rapidamente ma il sasso mantiene il calore“.

Un ciclo di anidride carbonica che gela ogni notte può essere collegato ad altri processi attivi su Marte“, ha aggiunto Rich Zurek, scienziato al JPL. “Questi movimenti sul terreno potrebbero influenzare le proprietà fisiche superficiali e potrebbero avere implicazioni nei processi erosivi e nello scambio di vapore acqueo tra l’atmosfera e la superficie“. Inoltre, questo processo potrebbe riaprire anche una serie di considerazioni selle RSL (Recurring Slope Lineae), finora considerate la migliore prova che un po’ di acqua liquida ancora scorre su Marte.

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