MCG+07-33-027 una galassia solitaria in fermento


Sotto lo sguardo attento di Hubble ecco un sistema di astri particolarmente fecondo e ubicato in una posizione isolata. Ancora sconosciute le cause dell’intensa attività di formazione stellare.


Si trova in solitudine ad una distanza di circa 300 milioni di anni luce dalla Terra e sta vivendo una fase di straordinaria prolificità: sono questi i tratti salienti dell’identikit di MCG+07-33-027, galassia osservata dal telescopio spaziale NASAESA Hubble.

E’ stata l’Advanced Camera for Surveys (ACS) dello storico telescopio a immortalare MCG, realizzando un’immagine in cui sono evidenti i bracci a spirale della galassia e le sue zone di formazione stellare. L’eccezionale luminosità che caratterizza i processi di nascita degli astri rende le aree adibite a ‘nursery’ particolarmente visibili e facili da analizzare per gli astronomi.

Nella foto, MGC è l’oggetto a sinistra, mentre la stella a destra in primo piano appartiene alla nostra galassia.

MCG appartiene alla categoria delle cosiddette galassie ‘starburst’, valle a dire sistemi stellari che danno vita a nuovi astri a ritmi superiori anche di centinaia di volte rispetto a quanto avviene nelle galassie ordinarie in cui generalmente nascono un paio di stelle all’anno.

Per dare il via a questi processi, le galassie devono disporre di una cospicua riserva di gas che viene consumata lentamente man mano che nascono le stelle. Nelle galassie di tipo ‘starburst’ i periodi di intensa attività generativa hanno spesso all’origine un evento particolarmente significativo, quale ad esempio lo scontro con altri sistemi stellari. Circostanze di questo tipo, però, si verificano se le galassie fanno parte di un più ampio ammasso.

Non è la situazione di MGC, che si trova in una posizione isolata e quindi il suo fermento non dovrebbe essere dovuto alla collisione con un altro sistema stellare. In definitiva, la galassia solitaria, ma prolifica, costituisce ancora un rompicapo per gli studiosi.

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