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l’ammasso Abell S1063 una “lente” gravitazionale che ci mostra cosa c’è ai confini dell’Universo


Abell S1063, un ammasso di galassie distante 4 miliardi di anni luce, può fungere da lente gravitazionale.


Celebrando il suo 50 ° anniversario proprio quest’anno, la serie televisiva “Star Trek” ha catturato l’immaginazione del pubblico con la famosa frase ” fino ad arrivare là dove nessuno è mai giunto prima.”

Il telescopio spaziale Hubble è andato là nello spazio più profondo. Più in profondità nell’universo affinché sia possibile esplorare il tessuto stesso del tempo e dello spazio e trovare gli oggetti più lontani mai visti  finora.

Questo è esemplificato in questa immagine che fa parte del suo programma osservativo di frontiera per sondare l’universo lontano. Questa immagine di un massiccio ammasso di galassie ci svela un universo dall’aspetto molto disordinato pieno di galassie vicine e lontane. Alcune sono distorte come uno specchio deformante attraverso un fenomeno predetto da Einstein un secolo fa, un effetto previsto dalla teoria della relatività che consente di ingrandire oggetti che si trovano più lontani.

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Questo nuovo “obiettivo” si chiama Abell S1063, un ammasso di galassie distante 4 miliardi di anni luce. Grazie alla massa e alla posizione, l’ammasso Abell S1063 distorce la luce proveniente dalle galassie lontane che si trovano alle sue spalle, fungendo appunto da lente d’ingrandimento. Il fenomeno, già sperimentato, permette di studiare in grande dettaglio oggetti cosmici lontanissimi, ai confini dell’Universo.

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