This NASA/ESA Hubble Space Telescope image reveals the vibrant core of the galaxy NGC 3125. Discovered by John Herschel in 1835, NGC 3125 is a great example of a starburst galaxy — a galaxy in which unusually high numbers of new stars are forming, springing to life within intensely hot clouds of gas. Located approximately 50 million light-years away in the constellation of Antlia (The Air Pump), NGC 3125 is similar to, but unfathomably brighter and more energetic than, one of the Magellanic Clouds. Spanning 15 000 light-years, the galaxy displays massive and violent bursts of star formation, as shown by the hot, young, and blue stars scattered throughout the galaxy’s rose-tinted core. Some of these clumps of stars are notable — one of the most extreme Wolf–Rayet star clusters in the local Universe, NGC 3125-A1, resides within NGC 3125. Despite their appearance, the fuzzy white blobs dotted around the edge of this galaxy are not stars, but globular clusters. Found within a galaxy’s halo, globular clusters are ancient collections of hundreds of thousands of stars. They orbit around galactic centres like satellites — the Milky Way, for example, hosts over 150 of them

NGC3125, una fucina di stelle particolarmente prolifica


Spazio alle stelle emergenti nei cieli del sud.

Nella costellazione di Antlia – nota ai più come Macchina Pnuematica, una regione minore collocata nell’emisfero meridionale a 50 milioni di anni luce dalla Terra, simile ad una delle due Nubi di Magellano – si nasconde una nursery stellare con un indice di natalità particolarmente elevato. Parola di Hubble: l’osservatorio astronomico ESA/NASA ha realizzato l’ultimo ritratto al vibrante e fecondo nucleo di NGC3125, un gruppo di astri avvistato per la prima volta dallo scienziato tedesco Frederick William Herschel nel 1835, che spicca per il numero insolitamente alto di neonati corpi brillanti.

 NGC3125 infatti è nota per essere una galassia star-burst, ovvero un’area in cui il tasso di formazione stellare è abnorme. Adagiata su una porzione di cielo grande 15000 anni luce, la culla di stelle fotografata da Hubble è protagonista di eventi violenti: è dalle sue nubi roventi di gas infatti che emergono giovani astri blu e caldi. Alcuni di essi, raggruppati in cluster, si distinguono per la loro indole impetuosa e sono categorizzati come stelle di Wolf-Rayet. Si tratta di corpi massicci, molto evoluti, che perdono massa a ritmi sostenuti espellendo idrogeno. Sono perciò molto caldi e brillanti e vengono annoverati tra gli oggetti più estremi nell’Universo Locale.

Sempre nell’immagine, spiccano le macchie chiare sfocate ai confini della galassia NGC3125. Non si tratta di semplici stelle ma di ammassi globulari, remoti gruppi popolati da centinaia di migliaia di stelle in orbita come un satellite attorno ad un comune centro, sorretti dalla forza di gravità.

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