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Evoluzione della Grande Macchia Bianca di Saturno


Un nuovo documento pubblicato su arXiv.org dettaglia le dinamiche e l’evoluzione della grande tempesta che segno Saturno tra il 2010 ed il 2011. Il Cassini Imaging Science Subsystem (ISS) e il Radio and Plasma Wave Science (RPWS) hanno permesso di ottenere misurazioni ad alta precisione degli sconvolgimenti nell’atmosfera del pianeta.


Queste grandi tempeste si producono una volta ogni anno saturniano, che equivale a circa 30 anni terrestri, influenzando l’atmosfera su scala globale. A livello visivo, sono delle enormi macchie bianche.

La prima osservazione risale al 1876, mentre la “Grande Macchia Bianca” del 2010 è stata la sesta.

La tempesta iniziò il 5 dicembre 2010 come una piccola nube chiara brillante alle medie latitudini dell’emisfero nord, crescendo rapidamente e restando attiva per più di 7 mesi.

Durante quest’arco di tempo si sono aggiunte altre nuvole fino a creare una formazione gigante, con una superficie di migliaia di milioni di chilometri quadrati (a confronto, se si fosse sviluppata sulla Terra avrebbe coperto tutto il Nord America!).

Ora, un team guidato da Kunio Sayanagi della Hampton University in Virginia, ha analizzato i dati forniti da ISS e RPWS per studiare la nascita, l’evoluzione e la morte del fenomeno.

ISS ha ottenuto immagine con una risoluzione da 60 a 120 chilometri per pixel che hanno mostrato la struttura verticale delle nubi ed i loro movimenti circolatori. La squadra si è focalizzata sui frame della Wide Angle Camera ripresi con i filtri CB2 (750 nm), MT2 (727 nm) e MT3 (889 nm).

RPWS ha fornito informazioni cruciali sulla configurazione del campo magnetico di Saturno, ionosfera, plasma e fulmini.

Secondo la ricerca, la tempesta sarebbe scaturita da una caratteristica già nota chiamata String of Pearls (SoPs) [“Collana di Perle”], qui a sinistra, una catena di circa 26 cicloni situati a 33° N di latitudine. In seguito sarebbe cresciuta fino ad inghiottire l’intera zona.

L’11 gennaio, l’anticiclone misurava 11.000 e 12.000 chilometri da nord a sud e da est ad ovest rispettivamente. Con il diametro est-ovest di 12.000 chilometri, il nuovo vortice anticiclonico è diventato maggiore in termini di dimensioni rispetto a qualsiasi vortice troposferico visto in precedenza su Saturno. La sua rapida crescita e contrazione sono in netto contrasto con la stabilità della tempesta su Giove“, si legge nel documento.

Lo studio ha mostrato che ci furono grandi cambiamenti nelle dinamiche dopo il 20 giugno 2011, quando la tempesta aveva circondato completamente il pianeta e la testa si scontrò con la coda, facendo perdere energia convettiva.

La Grande Macchia Bianca ha lasciato tuttavia l’intera regione in uno stato altamente disturbato ed il team ritiene che i suoi effetti saranno duraturi in tutto l’emisfero settentrionale di Saturno.


Leggi: Dynamics of Saturn’s great storm of 2010–2011 from Cassini ISS and RPWS.

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