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Meteoriti sterminatori su Marte


Simulato in laboratorio l’effetto della caduta di meteoriti sul pianeta rosso. Il risultato dello studio: nessun composto organico sembra resistere all’impatto. Tra gli obiettivi quello di affinare le tecniche di ricerca dei siti ideali su cui far atterrare le prossime missioni robotiche.


Nessuna evidenza di tracce organiche nelle rocce marziane colpite dai meteoriti. Lo ha dimostrato un recente studio dell’Imperial College di Londra che ha ricreato in laboratorio le condizioni che si sarebbero verificate sulle rocce del pianeta rosso subito dopo l’impatto di un meteorite.

La ricerca è stata condotta replicando gli impatti esplosivi provocati da meteoriti di 10 metri. I diversi campioni di materia organica, sono stati inseriti in un dispositivo a pistone di forma cilindrica per poi essere sottoposti ad un’analisi chimica mediante uno spettrometro di massa.

Le prime rilevazioni hanno evidenziato che i composti organici presenti nei microbi e nelle alghe sono stati distrutti dall’elevata pressione della collisione. Al contrario, i composti presenti nella materia vegetale, dominati da idrocarburi aromatici, hanno subito dei cambiamenti ma hanno resistito meglio all’urto.

“Abbiamo molto lavoro da fare per poter comprendere quali fattori giocano un ruolo importante nella protezione dei composti organici durante queste collisioni – ha sottolineato Wren Montgomery dell’Imperial College – probabilmente la profondità e l’angolo di impatto influiscono sulla sopravvivenza di questi ultimi”.

Il prossimo passo sarà investigare le condizioni specifiche in cui si verifica la dispersione dei composti organici e quante probabilità ci sono per alcuni di essi di sopravvivere alla violenza del bombardamento meteoritico. L’obiettivo è affinare le tecniche di ricerca dei siti ideali su cui far atterrare le prossime missioni robotiche e continuare la ricerca di forme di vita celate nelle profondità del terreno marziano.

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