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Marte, ‘network’ di fiumi fossili


Un vasto sistema fluviale scoperto in un’antica regione del Pianeta Rosso grazie alle foto della sonda MRO. Lo studio pubblicato sulla rivista Geology.

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Un pianeta dal clima caldo e umido, solcato da un’ampia rete di fiumi: questo doveva essere l’aspetto di Marte circa 4 miliardi di anni fa secondo una recente ricerca, basata sulle immagini ad alta risoluzione della missione Mars Reconnaisance Orbiter (MRO) della NASA.

Lo studio, coordinato dall’University College di Londra e sostenuto dallo Science & Technology Facilities Council e dalla UK Space Agency, è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Geology con il titolo  “Extensive Noachian fluvial systems in Arabia Terra: Implications for early Martian climate”.

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La regione di Marte presa in considerazione per la ricerca è un’antica zona pianeggiante situata a nord e designata con il nome di ‘Arabia Terra’. In quest’area è stato identificato un esteso sistema di oltre 17mila chilometri di vecchi canali fluviali che costituiscono un’ulteriore prova della presenza di acqua nel passato del pianeta.

I modelli climatici dell’antico Marte sviluppati dai ricercatori contemplavano effettivamente un quadro del genere per Arabia Terra, ma sino a questo momento tale ipotesi non era supportata in maniera efficace da prove di natura geologica. A fare la differenza sono state le immagini ad alta risoluzione realizzate dalla sonda MRO, che lo scorso 10 marzo ha tagliato il traguardo dei dieci anni di attività.

Gli studiosi hanno analizzato le foto di Arabia Terra, prendendo in esame un’area estesa all’incirca come il Brasile, e hanno quindi riscontrato l’esistenza di una fitta rete di letti fluviali fossilizzati, visibili chiaramente come ‘canali invertiti’.

Queste strutture, presenti anche sulla Terra in zone desertiche quali quelle dell’Egitto e dello Utah, sono costituite dai detriti depositati dai fiumi e, una volta che l’acqua si è prosciugata, diventano evidenti a seguito dell’erosione dei materiali circostanti.

I canali invertiti di Arabia Terra, ritenuta una pianura alluvionale, presentano un’altezza di circa 30 metri e fino a 2 chilometri di larghezza. Secondo i ricercatori, dovrebbero essere le vestigia di fiumi di ampia portata attivi tre 3,9 e 3,7 miliardi di anni fa.

Uno dei canali di questa pianura, battezzato ‘Aram Dorsum’ (foto in alto) è stato incluso nel gruppo dei quattro siti candidati per il landing – nel 2020 – del rover di ExoMars, la missione ESA di esplorazione robotica del Pianeta Rosso, in collaborazione con l’agenzia spaziale russa Roscosmos e con una significativa partecipazione italiana.

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