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SENTINEL-1 FORNISCE UNA NUOVA VISIONE DEL RECENTE TERREMOTO IN ITALIA


Il 24 agosto un terremoto ha colpito l’Italia centrale, mietendo 290 vittime e causando ingenti danni. Le immagini satellitari sono impiegate come supporto alle organizzazioni per gli aiuti di emergenza, mentre gli scienziati hanno cominciato ad analizzare i movimenti del suolo.

La penisola italiana è soggetta a terremoti a causa della presenza di linee di frattura create dalla separazione delle placche tettoniche africana ed eurasiatica. La linea di frattura che separa queste due placche corre al di sotto delle montagne dell’Appennino centrale e lungo la costa Adriatica dell’Italia.

Sotto il coordinamento del Dipartimento Italiano di Protezione Civile, gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Istituto per il rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (IREA) del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) stanno studiando i dati ottenuti dalla missione Sentinel-1 e da altre missioni basate su tecnologia radar, per creare una mappa delle deformazioni causate dal terremoto.

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Il team ha scoperto che la deformazione principale mostra una subsidenza verticale che raggiunge i 20cm nella zona di Accumoli, e movimenti laterali fino a 16cm.

Gli scienziati utilizzano una tecnica che permette loro di mappare le deformazioni superficiali comparando immagini radar acquisite sopra le zone colpite prima e dopo l’evento.

Il team ha beneficiato della disponibilità delle acquisizioni sia di Sentinel-1A che di Sentinel-1B.

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La combinazione di due scansioni radar dal 20 agosto (Sentinel-1B) e il 26 agosto 2016 (Sentinel-1A), questo interferogramma mostra i cambiamenti che si sono verificati durante il terremoto che ha colpito l’24 agosto l’Italia centrale. Corrispondono a sette ‘frange’ interferometriche con circa 20 cm di deformazione della superficie nella linea sensore radar di vista. Ogni frangia (che è associato ad un ciclo colore) corrisponde a circa 2,8 cm di spostamento.

Gli scienziati sono stati in grado di quantificare il movimento del suolo sia in direzione verticale che in direzione est-ovest, combinando le scansioni radar ottenute dai satelliti che hanno sorvolato l’area sia da sud a nord che da nord a sud.

Sentinel-1 non è l’unico satellite a fornire informazioni sul recente terremoto: gli scienziati hanno fatto affidamento anche sui dati forniti dai satelliti Cosmo-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), così come sulle immagini satellitari fornite da altre agenzie spaziali.

Inoltre, i dati provenienti da una moltitudine di missioni contributive del programma Copernicus vengono utilizzate per produrre mappe attraverso il Servizio Copernicus di Gestione delle Emergenze, per la valutazione dei danni.

Sentinel-1 è una missione composta da due satelliti e fa parte del programma europeo di monitoraggio ambientale Copernicus, capitanato dalla Commissione Europea. Il primo satellite – Sentinel-1A, è stato lanciato nel 2014 mentre il satellite sorella, Sentinel-1B, è ancora in fase di messa in servizio dopo il lancio avvenuto quattro mesi fa.

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Un’immagine della deformazione causata dal terremoto.

Con i suoi 250km di copertura sulle superfici terrestri, Sentinel-1 fornisce agli scienziati un’ampia visuale dello spostamento, dando loro la possibilità di esaminare gli spostamenti del terreno dovuti a questo terremoto e sviluppare conoscenze scientifiche dei sismi.

Non appena Sentinel-1B sarà operativo il prossimo mese, sarà possibile effettuare acquisizioni di routine su aree critiche come l’Italia, con un passaggio ogni sei giorni della costellazione di due satelliti.

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