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I segreti della peste di Giustiniano


L’epidemia uccise milioni di persone in epoca bizantina. Ora il DNA estratto dalle ossa di una vittima aiuterà a comprenderne la diffusione (e la temporanea scomparsa).


 

Secoli prima dell’avvento della Peste Nera, il batterio della peste bubbonica fu responsabile di un’altra, violenta ondata di epidemie: la cosiddetta peste di Giustiniano, che tra VI e VIII secolo uccise circa 50 milioni di persone tra Europa e Mediterraneo (diffondendosi a macchia d’olio nei territori dell’Impero bizantino).

Oggi il profilo dell’infezione killer è più chiaro, grazie al DNA estratto da una delle sue vittime, deceduta nel 570 d.C. Lo scheletro dell’uomo era stato trovato 50 anni fa ad Altenerding, nel sud della Germania. Il genoma estratto da uno dei suoi denti ha ora confermato che il giovane fu ucciso dal batterio Yersinia pestis, come la donna sepolta al suo fianco.

Il materiale estratto ha permesso di sequenziare con precisione il genoma di questo ceppo di peste, identificando i geni chiave responsabili della sua virulenza (la pandemia si diffuse dall’Egitto alla Germania settentrionale). Questi dati aiuteranno forse a capire perché il batterio sia apparentemente scomparso da Europa e Medio Oriente alla fine dell’VIII secolo, per poi ripresentarsi con la peste nera, nel 1300.

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