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La massa mancante della Via Lattea è una “nebbia” prodotta dalla furia del buco nero centrale


La scoperta di una bolla gigante di gas al centro della Via Lattea, grazie ai dati del telescopio spaziale europeo XMM-Newton, dimostra che sei milioni di anni fa il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia era molto attivo e fa luce sul problema della cosiddetta “materia mancante”.


Un’analisi approfondita delle osservazioni di XMM-Newton ha mostrato che c’è una grande quantità di materia barionica (cioà di materia ordinaria) sparsa per la Via Lattea, in forma di gas ad una temperatura di un milione di gradi. Questa bolla si estende fino ad una distanza di 200.000 – 650.000 anni luce.

In base alle nostre conoscenze, si ritiene che la Via Lattea sia costituita da una quantità di materia pari a circa 1 o 2 mila miliardi di volte quella del Sole. L’ottanta percento di essa è oscura, il restante (150 – 300 miliardi di masse solari) è normale. Di questa ne vediamo solo una parte pari a circa 65 miliardi di masse solari.

Fabrizio Nicastro dell’INAF ed i suoi colleghi hanno cercato i barioni mancanti per più di 15 anni. Ora, la loro ultima scoperta conferma che nella galassia c’è abbastanza gas caldo per pareggiare i conti.

Questo è rimasto nascosto a lungo perché non emette luce visibile, tuttavia assorbe la radiazione di fondo permettendo di misurare le emissioni in raggi X, campo di azione di XMM-Newton. Ma questa non è stata l’unica sorpresa.

Secondo la semplice fisica gravitazionale, ci si aspettava che la densità del gas diminuisse dal centro verso l’esterno“, ha spiegato Nicastro. Ma “ho trascorso tre mesi cercando di abbinare i dati a questo modello senza riuscirci“. Muovendo il picco di densità più in là rispetto al centro galattico, ad una distanza di circa 20.000 anni luce, la simulazione funzionava invece decisamente meglio.

E’ stato inaspettato e molto eccitante allo stesso tempo“, ha continuato Nicastro. “Qualcosa aveva spinto il gas verso l’esterno dal centro della galassia, creando una bolla gigante“.

Responsabile sarebbe il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, oggi piuttosto tranquillo ma probabilmente molto più vorace sei milioni di anni fa.

La sua attività avrebbe generato il gas, attraversato poi da un’onda d’urto che lo avrebbe decentrato di 20 000 anni luce, creando la bolla osservata da XMM-Newton.

I prossimi telescopi a raggi X potranno approfondire l’argomento, come Athena che verrà lanciato nel 2028.


Lo studio è in via di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal:  A Distant Echo of Milky Way Central Activity closes the Galaxy’s Baryon Census.

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