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La “Montagna Solitaria” di Cerere era un criovulcano


Si chiama Monte Ahuna ed è un’isolata montagna dalla forma tronco-conica vicino all’equatore del pianeta nano Cerere. In base alle ultime osservazioni della sonda della NASA Dawn, era probabilmente un criovulcano che, invece di roccia fusa, rilasciava fredda acqua salata a volte mista a fango.


Il Monte Ahuna è la prova di un insolito tipo di vulcanismo al lavoro su Cerere, che coinvolge acqua salata e fango“, ha detto nel report Ottaviano Ruesch del Goddard Space Flight Center della NASA e dell’Universities Space Research Association. “L’attività geologica è stata discussa e dibattuta tra gli scienziati: ora finalmente abbiamo osservazioni che testimoniano la sua presenza“.

Anche se il vulcano non è attivo ora, risulta geologicamente recente, una vera sorpresa per un pianeta nano isolato.

Inoltre le eruzioni vulcaniche si verificano su corpi rocciosi, come la Terra o Marte, o ghiacciati come la luna di Saturno Encelado: Cerere, invece, è un mix di sali, rocce fangose e ghiaccio d’acqua, tutti ingredienti esotici ed inaspettati per un’attività di questo tipo. Indizi che potrebbe indicare che il vulcanesimo potrebbe essere molto più diffuso di quanto si possa pensare nel nostro Sistema Solare.

Il team ha utilizzato le immagini di Dawn e le mappe 3D per ricostruire la forma del criovulcano, confrontando le caratteristiche ed i modelli noti per la Terra e Marte.

Un altro lavoro guidato dal ricercatore principale della missione, Chris Russell, dimostra che il pianeta nano può avere una debole atmosfera temporanea.

CerereAhuna

I dati raccolti da GRaND (Gamma Ray and Neutron Detector) mostrano che Cerere ha accelerato gli elettroni del vento solare ad energie molto alte per il periodo di osservazione di sei giorni consecutivi, un fatto che potrebbe essere spiegato con un’interazione delle particelle del vento solare con quelle atmosferiche. La presenza di un’atmosfera temporanea sarebbe inoltre coerente con il vapore acqueo rilevato dall’osservatorio Herschel qualche anno fa.

In effetti, l’acqua sembra essere presente su Cerere oggi. VIR ne aveva evidenziato la presenza nel cratere Oxo, di 9 chilometri di diametro nell’emisfero nord del pianeta nano, in accordo con le foschie notate nelle osservazioni terrestri.

Nello studio, guidato da Jean-Philippe Combe del Bear Fight Institute di Winthrop, gli autori hanno calcolato che il ghiaccio d’acqua può rimanere sulla superficie del pianeta nano giusto per qualche decina di anni alle basse latitudini. Di conseguenza quanto osservato in Oxo può essere solo frutto di un’esposizione recente.

Oltre al ghiaccio d’acqua, un altro documento descrive i materiali che compongono la crosta di Cerere: i minerali argillosi sotto forma di fillosilicati sono su tutta la superficie. Sono ricchi di magnesio con un po’ di ammonio incorporato nella loro struttura cristallina a testimonianza, secondo gli autori, di un processo globale che deve aver coinvolto l’acqua.

Dawn, che ha iniziato la sua missione estesa il 30 giugno, inizierà ad aumentare la quota orbitale.

Dopo aver studiato Cerere da un’altitudine di 385 chilometri, a corto di idrazina, la sonda verrà riportata in un’orbita più alta (a 1.420 chilometri dalla superficie) dove dovrà contrastare con meno vigore l’attrazione gravitazionale del pianeta nano, risparmiando propellente.

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