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Tre fossili trovati l’uno dentro l’altro


Lo scheletro di un serpente trovato in un giacimento racchiudeva una sorpresa, anzi due.

 

Il fossile di un rettile di circa 48 milioni di anni fa, ritrovato in un giacimento nei pressi di Darmstad, in Germania, aveva al suo interno lo scheletro di una preda appena ingoiata, un basilisco, che è un animale simile a una lucertola. Gli scopritori, un tedesco e un argentino, hanno però studiato a fondo il ritrovamento e si sono resi conto che anche nel corpo del secondo rettile c’era qualcosa: il basilisco stesso aveva appena mangiato un insetto, che però non sono riusciti ad identificare. L’articolo è uscito su Palaeobiodiversity and Palaeoenvironments.

Il serpente è un Palaeopython fischeri e la sua preda un Geiseltaliellus maarius, appunto un basilisco. Il primo è un lontano parente dei boa, quindi non era velenoso, ma uccideva per costrizione. Il Geiseltaliellus maarius era una lucertola simile agli odierni basilischi, e come questi possedeva una cresta sulla testa. Il piccolo insetto trovato nello stomaco della lucertola non è stato identificato.
L’ambiente in cui vivevano queste specie, il letto fossilifero completo denominato Pozzo di Messel, era un’antica foresta sub-tropicale ricca di alberi e zone umide. Sia il serpente sia il basilisco passavano molto tempo sugli alberi, anche se la lucertola non disdegnava di cercare prede a terra.
Lo strano trio è una scoperta molto interessante, perché permette di determinare non solo le specie implicate, ma anche le dinamiche ecologiche dell’ambiente in cui sono trovate. Per esempio si sa ora che, come accade per alcune specie adesso, i serpenti costrittori come i boa cambiano la loro dieta nel crescere, e passano da piccoli rettili a mammiferi di dimensioni maggiori. A sua volta il Geiseltaliellus era in parte insettivoro, e si nutriva di frutta e altri vegetali.

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