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ACQUA E CLIMA MARZIANO


Scoperto un sistema di antichi bacini e canali che contribuisce a chiarire la storia climatica del Pianeta Rosso. La ricerca pubblicata su Journal of Geophysical Research.


 

Presenta un intreccio di strutture geologiche connesse all’azione dell’acqua, tra cui emerge una vasta depressione dal singolare aspetto cuoriforme: è un’area dell’Arabia Terra di Marte, recentemente oggetto di uno studio mirato ad approfondire l’evoluzione del clima sul Pianeta Rosso.

Il team di esperti che ha condotto la ricerca si è avvalso delle immagini realizzate dalle fotocamere CTX (Context Camera) e HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) della sonda Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, e dei dati di altre due missioni dedicate a Marte, Mars Global Surveyor, anch’essa della NASA, e Mars Express dell’ESA.

“A Cold-Wet Mid-Latitude Environment on Mars during the Hesperian-Amazonian Transition: Evidence from Northern Arabia Valleys and Paleolakes” è l’articolo che presenta i risultati dell’indagine e che è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Geophysical Research – Planets.

Nell’area dell’Arabia Terra presa in considerazione, gli studiosi hanno individuato un sistema di depressioni e vallate che un tempo dovevano essere laghi ed emissari, presumibilmente alimentati dalla neve. Queste strutture geologiche risalirebbero ad un periodo successivo all’era in cui sono state documentate condizioni di umidità su Marte. Il sistema si sarebbe formato circa un miliardo di anni dopo e quindi sarebbe una prova di un’ulteriore fase in cui il Pianeta Rosso avrebbe potuto accogliere forme di vita microbica.

Inoltre, nella zona, che si estende per circa 150 chilometri, spicca un antico lago particolarmente vasto che per il suo look è stato chiamato informalmente ‘Heart Lake’. Secondo i calcoli dei ricercatori, il bacino doveva avere una capacità di oltre 2700 chilometri cubi d’acqua.

Per dare una collocazione temporale al periodo in cui ha avuto origine il sistema di cavità e valli, il gruppo di lavoro si è basato sulla datazione dei 22 crateri da impatto presenti nell’area ed è giunto alla conclusione che Marte dovrebbe aver vissuto una fase di clima umido tra 2 e 3 miliardi di anni fa.

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Si tratta quindi di un’epoca più tarda rispetto a quella in cui si pensa che il pianeta abbia perduto buona parte della sua atmosfera e che la sua acqua rimanente si sia ghiacciata.

In particolare, le caratteristiche delle vallate (in azzurro, nella foto accanto) hanno indotto i ricercatori a ritenere che si siano formate quando il clima era freddo. Infatti, esse mostrano segni che rimandano ai flussi d’acqua derivanti dallo scioglimento della neve. Valli di questo genere sono state individuate anche in altre zone di Marte, tra 35° e 42° di latitudine, sia a nord che a sud dell’equatore. La scoperta schiude nuovi interrogativi sul clima del Pianeta Rosso, soprattutto per comprendere quale processo abbia portato il corpo celeste, un tempo ghiacciato, a vivere una fase in cui l’acqua scorreva in superficie. Un cambiamento estremo nell’inclinazione di Marte, che avrebbe subito quindi un’illuminazione più diretta, è una delle ipotesi formulate.

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