Cosa si cela dentro Blob LAB-1


L’osservatorio ESO ha rivolto lo sguardo verso una struttura gassosa, enigmatica e lontanissima di nome Blob Lyman Alpha, svelando che nel suo ventre si celano nursery stellari molto popolose.


Un’affollata fucina di stelle neonate, calde e brillanti si nasconde nel cuore del Blob LAB-1. Parola di ALMA – Atacama Large Millimeter Array – il radiointerferometro dello European Southern Observatory che, puntato in direzione dell’Universo remoto, ha individuato una rara e misteriosa struttura gassosa appartenente alla classe dei Blob Lyman-alfa. Conosciuti confidenzialmente come Blob o LAB, questi esotici inquilini sono tra gli oggetti celesti più grandi che conosciamo, formati da gigantesche nubi di idrogeno gassoso che si estendono a distanze cosmiche elevate e che brillano nella luce ultravioletta – nota anche come emissione Lyman-alpha.

Infographic explaining how a Lyman-alpha Blob functions
This diagram explains how a Lyman-alpha Blob, one of the largest and brightest objects in the Universe, shines.

Il più rappresentativo e studiato del genere è il Blob LAB-1: collocato a 11,5 miliardi di anni luce dalla Terra, nascosto nel cuore di un ammasso, è stato il primo della sua specie ad essere scoperto nel 2000. Il brillante LAB-1 è finito nell’occhio di ALMA, che ha sfruttato il proprio potenziale per osservare la luce prodotta da fredde nubi di gas nell’Universo lontano fino ad isolare le emissioni sub-millimetriche provenienti dal Blob.

Combinando i dati di ALMA con quelli prodotti attraverso lo strumento MUSEMulti Unit Spectroscopic Explorer – istallato sull’osservatorio VLT, è stato possibile produrre una mappa delle radiazioni Lyman-alfa, individuate nel ventre della struttura dove nascono stelle ad un ritmo 100 volte più elevato di quello cui la Via Lattea sforna nuove star.

Anche i telescopi Hubble e Keck hanno fornito il loro contributo trovando numerose galassie attorno al blob che ricaricherebbero le nursery del Blob con il loro materiale, contribuendo così a mantenere alto il tasso di natalità degli astri.

Lo studio potrà essere d’aiuto per rispondere a molte delle domande circa la vera natura di questi enigmatici oggetti: il team di ricerca sostiene che l’aspetto assunto da ogni Blob è tale in virtù della luce ultravioletta generata durante i processi di formazione stellare e irradiata in un ambiente carico di idrogeno gassoso. L’effetto sarebbe simile a quello di un lampione acceso durante una notte di nebbia – la luce viene dispersa dalle minuscole gocce d’acqua illuminando in maniera diffusa.

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