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Un teschio di mammut eccezionalmente raro


Il fossile molto ben conservato solleva molte domande sulle migrazioni di questi animali nelle due più recenti ere glaciali, e sul loro rapporto con l’uomo.


Sull’isola di Santa Rosa, 160 km al largo di Los Angeles (California), è stato trovato un teschio di mammut vecchio 13 mila anni, che ha lasciato i paleontologi del National Park Service americano con molte domande (e due certezze).

Il primo punto saldo è che si tratta di un reperto molto ben conservato e di grande valore scientifico. Il secondo è che ha la stessa età delle più antiche ossa umane trovate sull’isola: femori dell’uomo di Arlington, uno dei più antichi abitanti del Nord America che arrivò fino a questo piccolo arcipelago californiano. Tra l’uomo e gli ultimi mammut vissuti in quest’area fino a 10 mila anni fa potrebbe quindi esserci stato un contatto diretto.

Per il resto, il ritrovamento solleva non pochi punti di domanda. A cominciare dalla specie: il teschio è troppo piccolo per essere appartenuto a un mammut colombiano (Mammuthus columbi), un bestione di 4 metri al garrese arrivato in Nord America un milione di anni fa e migrato alle Channel Islands, l’arcipelago in cui si trova Santa Rosa, durante le due più recenti ere glaciali.

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Il reperto sull’isola di Santa Rosa.

Allo stesso tempo è troppo piccolo per essere di un mammut pigmeo (Mamm uthus exilis), il proboscidato alto 1,8 metri sviluppatosi nell’arcipelago per il fenomeno del nanismo insulare, il rimpicciolimento dettato dalle scarse risorse alimentari e dall’assenza di predatori.

Anche i tentativi di risalire all’età di morte dell’animale hanno portato a un nulla di fatto. La zanna destra, ricurva e lunga 1,5 metri, farebbe pensare a un esemplare adulto; la sinistra, inclinata e più corta, è tipica di un animale giovane. La datazione dello smalto dei denti dell’animale potrebbe chiarire se si tratta di un giovane mammut colombiano, di un vecchio e alto mammut pigmeo o – ipotesi più remota – di una specie di transizione.

La scoperta sembra comunque suggerire che questi animali affrontarono almeno due principali migrazioni dalla California alle Channel Islands: una 30 mila anni fa, nel corso dell’ultima era glaciale, e un’altra in quella precedente, 150 mila anni fa.

L’espansione delle calotte polari fece abbassare il livello dei mari, lasciando scoperte le isole che ai tempi formavano un’unica terra emersa; i mammut le raggiunsero a nuoto respirando dalla proboscide (come i moderni elefanti) e, quando i mari tornarono a salire, vi rimasero confinati. Per la scarsità di risorse presero a rimpicciolire, e l’arrivo dell’uomo potrebbe aver dato alla specie il colpo di grazia.

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