Studiati 4 nuovi oggetti celesti giovani e di massa ridotta circondati da dischi protoplanetari attivi


Un nuovo studio apparso sull’Astrophysical Journal esamina 4 nuovi oggetti celesti giovani e di massa ridotta circondati da dischi attivi. La ricerca potrà chiarire le dinamiche di formazione di stelle e pianeti.


4 inquilini cosmici di taglia small, giovani e “ingioiellati”, saranno d’aiuto agli astronomi per comprendere le dinamiche di formazione di stelle e pianeti. Sono un quartetto di corpi celesti in fasce circondati da dischi protoplanetari ancora attivi i soggetti dello studio apparso sull’Astrophysical Journal e firmato da un team di scienziati dell’Università di Montreal e del Carnegie Institute of Technology.

Gli scienziati che hanno guidato la ricerca hanno preso in esame 4 nuovi corpi celesti di giovane età e di piccola massa mai visti prima, che serbano una caratteristica insolita: le 4 small new entries sono circondate da un disco primordiale di gas e polvere ancora attivo. L’anello detritico attorno ad una stella o ad un pianeta è un dato importante da considerare per determinare l’iter di formazione che porterà alla genesi di un oggetto celeste. Questi dischi, comuni nel panorama spaziale, sono raramente reperibili quando si tratta di nane brune o di astri di massa ridotta.

Non in questo caso: 3 dei 4 oggetti disco-muniti hanno massa pari a 13/18 volte quella di Giove, il quarto raggiunge quota 120 – per avere un termine di paragone, il Sole è 1000 volte circa più massivo del gigante del nostro sistema planetario. Lo studio di dischi attivi intorno a corpi extra small è molto importante poiché ci orienta verso un limbo in cui non è ancora definito ciò che diventerà una stella e ciò che sarà una culla di nuovi pianeti. Nel caso specifico, pare si tratti di oggetti che attraversano una fase intermedia di formazione planetaria, durante la quale i grani di gas del disco, macerie di collisioni precedenti, si assemblano fino a comporre l’embrione di un nuovo pianeta. Due dei 4 corpi hanno un’età compresa tra i 42 e i 45 milioni di anni. Degli adolescenti, ragionando in termini astronomici, ma comunque gli oggetti più datati mai osservati con un anello ancora attivo intorno.

Ulteriori analisi di questi giovani “ingioiellati” fornirà indicazioni sulla storia evolutiva di nuovi astri e giovani mondi in altri sistemi, fornendoci la chiave per comprendere le dinamiche che hanno portato alla genesi del nostro.

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