Curiosity, focus sui gas marziani


Xeno e krypto sotto la lente del rover NASA che ha individuato la relazione tra superficie e atmosfera di Marte. Studio pubblicato su Earth and Planetary Science Letters.


Una singolare connessione tra l’identikit chimico del ‘volto’ del Pianeta Rosso e la sua atmosfera: è il frutto della nuova scoperta di Curiosity, l’infaticabile esploratore marziano che da quattro anni è impegnato nello studio della situazione ambientale di Marte, soprattutto per comprendere come il corpo celeste sia passato da uno scenario favorevole alla vita microbica a quello attuale.

I risultati dell’indagine condotta dal rover sono stati presentati nell’articolo “In situ measurement of atmospheric krypton and xenon on Mars with Mars Science Laboratory”, pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Science Letters.

Curiosity, grazie alla suite di strumenti SAM (Sample Analysis at Mars), si è concentrato sui gas xeno e krypto presenti nell’atmosfera del Pianeta Rosso e già studiati in passato dalla missione Viking, anche se in maniera parziale.

Ad attirare l’interesse degli studiosi sono state soprattutto le proporzioni di alcuni isotopi dei due gas in questione, che la suite SAM ha sottoposto ad una serie di esperimenti unici nel loro genere. La tecnica su cui si basa la ricerca è la spettroscopia di massa statica, impiegata appunto per individuare tracce di gas e isotopi e utilizzata per la prima volta sulla superficie di un altro pianeta.

I risultati ottenuti sono coerenti con le precedenti ricerche in materia, ma hanno evidenziato che le proporzioni di alcuni isotopi sono lievemente differenti rispetto a quanto ci si aspettava.

Cercando una spiegazione per giustificare questa sottile discrepanza, i ricercatori hanno ipotizzato un trasferimento di neutroni da un elemento chimico all’altro tramite il materiale della crosta di Marte. “Cattura dei neutroni” è l’appellativo con cui si designa questo fenomeno e potrebbe spiegare perché alcuni isotopi sono più numerosi del previsto.

Dagli esami svolti, a dare il via al processo chimico sarebbe l’impatto dei raggi cosmici sul Pianeta Rosso e il gas fuoriuscito dalla regolite, il misto di sabbia e frammenti di roccia in superficie. Il bario, infatti, sotto l’effetto dei raggi, lascia andare una parte dei suoi neutroni, ‘acciuffati’ successivamente dallo xeno per produrre gli isotopi xeno-124 e xeno 126, presenti a livelli inusuali. Lo stesso avviene con il bromo e i suoi isotopi krypto-80 e kypto-82. Il processo è illustrato nell’immagine sopra ).

La scoperta di queste interazioni, resa possibile grazie all’opportunità di effettuare misurazioni in situ con la suite SAM, schiude nuove prospettive di studio sull’atmosfera di Marte e, più in generale, sull’evoluzione planetaria. Curiosity, lanciato con la sonda Mars Science Laboratory il 26 novembre 2011, è giunto a destinazione – il Gale Crater di Marte – il 6 agosto 2012.

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