L’erezione di un ragno incastonata nell’ambra


Il luogo è la penisola del Myanmar, l’era il Cretaceo—circa 99 milioni di anni fa: due esemplari di Halitherses grimaldii—specie fossile appartenente alla classe degli Arachnidi—si appartano per unirsi carnalmente quando accade l’imprevedibile e una goccia di resina gli piomba addosso intrappolandoli per sempre. 2016—Antropocene, secondo alcuni, i tre ricercatori Jason A. Dunlop, Paul A. Selden e Gonzalo Giribet pubblicano sulla rivista Naturwissenschaften la loro ultima ricerca intitolata “Penis morphology in a Burmese amber harvestman”, un lavoro che non avrebbe mai visto luce senza il sacrificio dei due amanti preistorici incastonati nell’ambra.

Il reperto che ha conservato il pene esteso dell’esemplare per tutto questo tempo ha un grandissimo valore scientifico. Caratteristica dell’organo riproduttivo degli Opilionidi—l’ordine di aracnidi che si distingue dai ragni, tra le altre cose, per l’assenza di ghiandole della seta e vilinifere—è proprio la retrattilità che lo porta ad alloggiare per la maggior parte del tempo all’interno del corpo, questo rende rarissime le occasioni di ammirarlo in tutto il suo splendore. Ma perché i paleobiologi sono tanto interessati al pene degli aracnidi? A quanto pare, l’evoluzione animale si è sbizzarrita influendo sull’organo genitale maschile in particolare, tanto che spesso costituisce l’elemento in base a cui distinguere specie diverse e valutarne le differenze con quelle che ne sono derivate.

Passiamo quindi in rassegna le caratteristiche peculiari del pene degli Halitherses grimaldii che hanno consentito di classificare questa specie estinta: l’appendice principale di cui è costituito l’organo, il tronco, è particolarmente sottile, la parte terminale che prende il nome di glande in analogia ai vertebrati, assume una forma che ricorda un cuore e infine la piccola componente chiamata stilo si contorce all’estremità. Verrebbe da chiedersi perché l’evoluzione non abbia voluto premiare queste caratteristiche facendo estinguere questa specie, la natura sa essere molto crudele.

Le resine fossili si sono rivelate essenziali per consentirci di analizzare in maniera dettagliatissima specie estinte anche da milioni di anni, e chissà quali altri sorprese ci riserveranno in futuro. Eppure il pensiero vola ai povero aracnide interrotto proprio sul più bello, perché ad essere pignoli, nessuno può assicurare che i due animali avessero già consumato l’atto amoroso—in fondo il pene è visibile perché si trova al di fuori del organo femminile. Voglio sperare che si trattasse solo di una pausa per prendere meglio la mira piuttosto che il momento precedente al tutto, perché in quel caso più che trovarci al cospetto di un monumento all’amore, staremmo contemplando il tributo definitivo al tempismo inappropriato.

Fonte